{"id":205,"date":"2026-08-11T22:02:49","date_gmt":"2026-08-11T22:02:49","guid":{"rendered":"https:\/\/foreva.it\/blog\/recensioni\/abete-betulla-vidotto\/"},"modified":"2026-08-12T17:42:22","modified_gmt":"2026-08-12T17:42:22","slug":"abete-betulla-vidotto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/foreva.it\/blog\/recensioni\/abete-betulla-vidotto\/","title":{"rendered":"\u201cL&#8217;abete e la betulla\u201d: il nuovo racconto di Francesco Vidotto che intreccia amore e natura"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>In breve<\/strong><\/p>\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li><strong>L\u2019abete e la betulla<\/strong> \u00e8 un racconto di Francesco Vidotto pubblicato da Bompiani, breve nella forma ma ampio nelle domande che lascia aperte.<\/li><li>La storia mette al centro un abete e una betulla: due alberi diversi per natura, memoria e modo di attraversare le stagioni.<\/li><li>L\u2019intreccio tra amore e natura prende spunto anche dal dibattito sul <strong>Wood Wide Web<\/strong>, la rete sotterranea di radici, funghi e scambi che collega le piante in un ecosistema.<\/li><li>\u00c8 una lettura adatta a chi cerca una fiaba adulta, lirica e montana; meno adatta a chi vuole un romanzo ricco di azione, dialoghi e svolte narrative.<\/li><li>Nel racconto conta molto anche lo sguardo umano: un nonno, un bambino, il silenzio davanti al taglio degli alberi e l\u2019idea che ascoltare la foresta sia gi\u00e0 una forma di rispetto.<\/li><\/ul>\n\n<div id=\"ez-toc-container\" class=\"ez-toc-v2_0_85 counter-hierarchy ez-toc-counter ez-toc-grey ez-toc-container-direction\">\n<div class=\"ez-toc-title-container\">\n<p class=\"ez-toc-title\" style=\"cursor:inherit\">Sommaire<\/p>\n<span class=\"ez-toc-title-toggle\"><a href=\"#\" class=\"ez-toc-pull-right ez-toc-btn ez-toc-btn-xs ez-toc-btn-default ez-toc-toggle\" aria-label=\"Toggle Table of Content\"><span class=\"ez-toc-js-icon-con\"><span class=\"\"><span class=\"eztoc-hide\" style=\"display:none;\">Toggle<\/span><span class=\"ez-toc-icon-toggle-span\"><svg style=\"fill: #999;color:#999\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" class=\"list-377408\" width=\"20px\" height=\"20px\" viewBox=\"0 0 24 24\" fill=\"none\"><path d=\"M6 6H4v2h2V6zm14 0H8v2h12V6zM4 11h2v2H4v-2zm16 0H8v2h12v-2zM4 16h2v2H4v-2zm16 0H8v2h12v-2z\" fill=\"currentColor\"><\/path><\/svg><svg style=\"fill: #999;color:#999\" class=\"arrow-unsorted-368013\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" width=\"10px\" height=\"10px\" viewBox=\"0 0 24 24\" version=\"1.2\" baseProfile=\"tiny\"><path d=\"M18.2 9.3l-6.2-6.3-6.2 6.3c-.2.2-.3.4-.3.7s.1.5.3.7c.2.2.4.3.7.3h11c.3 0 .5-.1.7-.3.2-.2.3-.5.3-.7s-.1-.5-.3-.7zM5.8 14.7l6.2 6.3 6.2-6.3c.2-.2.3-.5.3-.7s-.1-.5-.3-.7c-.2-.2-.4-.3-.7-.3h-11c-.3 0-.5.1-.7.3-.2.2-.3.5-.3.7s.1.5.3.7z\"\/><\/svg><\/span><\/span><\/span><\/a><\/span><\/div>\n<nav><ul class='ez-toc-list ez-toc-list-level-1 eztoc-toggle-hide-by-default' ><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-1\" href=\"https:\/\/foreva.it\/blog\/recensioni\/abete-betulla-vidotto\/#Labete_e_la_betulla_di_Francesco_Vidotto_una_storia_damore_nel_bosco\" >L\u2019abete e la betulla di Francesco Vidotto: una storia d\u2019amore nel bosco<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-2\" href=\"https:\/\/foreva.it\/blog\/recensioni\/abete-betulla-vidotto\/#Amore_e_natura_in_Labete_e_la_betulla_la_differenza_come_legame\" >Amore e natura in L\u2019abete e la betulla: la differenza come legame<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-3\" href=\"https:\/\/foreva.it\/blog\/recensioni\/abete-betulla-vidotto\/#Francesco_Vidotto_e_gli_alberi_il_Wood_Wide_Web_tra_scienza_e_fiaba\" >Francesco Vidotto e gli alberi: il Wood Wide Web tra scienza e fiaba<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-4\" href=\"https:\/\/foreva.it\/blog\/recensioni\/abete-betulla-vidotto\/#Lintreccio_di_Labete_e_la_betulla_ritmo_linguaggio_e_limiti_del_racconto\" >L\u2019intreccio di L\u2019abete e la betulla: ritmo, linguaggio e limiti del racconto<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-5\" href=\"https:\/\/foreva.it\/blog\/recensioni\/abete-betulla-vidotto\/#Per_chi_e_Labete_e_la_betulla_e_per_chi_non_e_il_racconto_di_Vidotto\" >Per chi \u00e8 L\u2019abete e la betulla e per chi non \u00e8 il racconto di Vidotto<\/a><\/li><\/ul><\/nav><\/div>\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Labete_e_la_betulla_di_Francesco_Vidotto_una_storia_damore_nel_bosco\"><\/span>L\u2019abete e la betulla di Francesco Vidotto: una storia d\u2019amore nel bosco<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un grande abete, saldo nel terreno e abituato a misurare il tempo con pazienza, riceve ai piedi un seme portato dal vento. Da quel seme nasce una betulla. \u00c8 un avvio semplice, quasi elementare, eppure Francesco Vidotto lo usa per costruire una <strong>storia d\u2019amore<\/strong> che non cerca effetti facili. Non ci sono promesse gridate, n\u00e9 sentimentalismi messi l\u00ec per commuovere a comando: ci sono due presenze vegetali che imparano a stare vicine senza potersi davvero possedere.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>L\u2019abete e la betulla<\/strong> \u00e8 un racconto che somiglia a una fiaba, ma non ha il tono infantile di certe allegorie costruite per impartire una lezione. Vidotto sceglie invece la misura della montagna: parole essenziali, pause, neve, muschio, radici. Il lettore entra in una foresta dove ogni cosa sembra immobile soltanto a chi passa distratto. Sotto la corteccia, sotto il terreno, dentro le stagioni, accade molto di pi\u00f9.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Abete \u00e8 sempreverde, forte, radicato. Conserva nel legno una memoria lunga: gli anni non spariscono, si depositano come cerchi nel tronco. Betulla ha un altro destino. Le sue foglie cadono, l\u2019inverno la costringe a una forma di sonno e, nella logica poetica del racconto, a una dimenticanza. Questo \u00e8 il cuore dell\u2019intreccio: lui ricorda ci\u00f2 che vivono insieme, lei deve ogni volta ritrovarlo. L\u2019amore, allora, non \u00e8 soltanto il conforto di essere vicini; \u00e8 anche il lavoro delicato di ricominciare.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qui Vidotto trova la sua immagine pi\u00f9 riuscita. Chi ha attraversato una relazione segnata da tempi diversi pu\u00f2 riconoscere qualcosa di vero in questa distanza. C\u2019\u00e8 chi custodisce ogni dettaglio e chi, per difesa o per natura, lascia che parte del passato sbiadisca. C\u2019\u00e8 chi rimane uguale a s\u00e9 stesso e chi cambia con evidenza. Il racconto non trasforma queste differenze in colpe: le guarda con dolcezza, senza fingere che siano semplici da abitare.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La scena decisiva \u00e8 gi\u00e0 contenuta nella premessa narrativa: il seme di betulla resiste sotto la neve e, quando arriva il disgelo, cerca le radici dell\u2019abete. Non \u00e8 un gesto umano travestito da botanica. \u00c8 un\u2019immagine di vicinanza e dipendenza che resta nel suo linguaggio naturale. I due alberi possono sfiorarsi nei rami, condividere luce e intemperie, intrecciare ci\u00f2 che sta sottoterra. Ma rimangono anche distinti, con una propria forma e una propria necessit\u00e0.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo conta perch\u00e9 il libro non racconta l\u2019amore come fusione totale. L\u2019idea che due esseri debbano diventare una cosa sola \u00e8 spesso seducente sulla carta e soffocante nella vita. Vidotto, invece, fa parlare un legame in cui l\u2019unione non cancella le differenze. L\u2019abete non smette di essere abete e la betulla non rinuncia alla sua fragilit\u00e0 luminosa. L\u2019affetto nasce proprio da quella distanza irriducibile.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Francesco Vidotto, autore nato nel 1976 e legato al Cadore, conosce bene la forza narrativa dei paesaggi montani. Dopo un lungo percorso professionale nel mondo aziendale, \u00e8 tornato a vivere a Tai di Cadore. Questa biografia non va trasformata in una garanzia automatica di autenticit\u00e0, ma aiuta a capire perch\u00e9 nel suo racconto la <strong>natura<\/strong> non faccia da fondale pittoresco. Le montagne, gli alberi e il clima sono presenze che impongono un ritmo, chiedono rispetto, determinano il modo in cui i personaggi guardano il mondo.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chi ha apprezzato <strong>Onesto<\/strong> pu\u00f2 trovare qui una voce pi\u00f9 concentrata e quasi sussurrata. Non \u00e8 la stessa esperienza di un romanzo ampio: in poco pi\u00f9 di cento pagine, l\u2019autore rinuncia alla complessit\u00e0 di molte trame per seguire un\u2019unica domanda. Come si ama quando si \u00e8 diversi nel profondo? La risposta non arriva come una massima pronta da sottolineare. Arriva attraverso aghi, corteccia, vento e stagioni.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vale la pena avvicinarsi a questo testo senza aspettarsi un trattato sull\u2019ambiente o una parabola morale perfettamente ordinata. Il suo punto forte sta nell\u2019atmosfera e nella capacit\u00e0 di far sentire il lettore ospite di una foresta, non padrone di essa. Il punto pi\u00f9 discutibile, per alcuni, sar\u00e0 proprio questa scelta: chi cerca un conflitto serrato o personaggi psicologicamente complessi potrebbe percepire la narrazione come troppo lieve.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il racconto funziona quando lascia spazio al silenzio: l\u2019amore tra abete e betulla non chiede di essere spiegato fino in fondo, chiede di essere ascoltato.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1536\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/foreva.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/troncs-sapin-bouleau-ecorces-mousse-sous-bois.jpg\" alt=\"Troncs de sapin et de bouleau c\u00f4te \u00e0 c\u00f4te dans un sous-bois\" class=\"wp-image-216\" srcset=\"https:\/\/foreva.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/troncs-sapin-bouleau-ecorces-mousse-sous-bois.jpg 1536w, https:\/\/foreva.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/troncs-sapin-bouleau-ecorces-mousse-sous-bois-300x200.jpg 300w, https:\/\/foreva.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/troncs-sapin-bouleau-ecorces-mousse-sous-bois-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/foreva.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/troncs-sapin-bouleau-ecorces-mousse-sous-bois-768x512.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1536px) 100vw, 1536px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Illustration g\u00e9n\u00e9r\u00e9e par intelligence artificielle.<\/figcaption><\/figure>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Amore_e_natura_in_Labete_e_la_betulla_la_differenza_come_legame\"><\/span>Amore e natura in L\u2019abete e la betulla: la differenza come legame<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La parola <strong>amore<\/strong>, in un libro cos\u00ec breve, corre sempre un rischio: diventare un\u2019etichetta comoda. Francesco Vidotto evita in gran parte questa trappola perch\u00e9 non mette gli alberi in posa per farli assomigliare a una coppia umana. L\u2019abete e la betulla non diventano due personaggi da romanzo sentimentale con una corte, una crisi e una riconciliazione. Restano alberi, e proprio per questo offrono un\u2019altra prospettiva sui legami.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Abete ha una memoria stabile. Betulla, invece, conosce il ciclo della perdita e del ritorno. Quando arriva la stagione fredda, lascia andare le foglie e sembra spegnersi; con la primavera torna a cercare la luce. Il loro rapporto \u00e8 difficile non perch\u00e9 debba superare un antagonista o un malinteso, ma perch\u00e9 la vita stessa li fa procedere a velocit\u00e0 diverse. Questo elemento d\u00e0 alla favola una sfumatura malinconica, mai disperata.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si pu\u00f2 pensare a una coppia come Ada e Marco, due lettori immaginari che ritrovano nei romanzi una mappa delle proprie domande. Ada ricorda date, frasi, perfino le stanze in cui sono accadute le cose importanti. Marco, al contrario, tende a vivere molto nel presente e a lasciare che il passato perda nitidezza. Nessuno dei due \u00e8 pi\u00f9 giusto dell\u2019altro. Per\u00f2 quella differenza pu\u00f2 ferire, se non viene riconosciuta. L\u2019abete e la betulla parlano anche di questo, senza bisogno di nominare le persone.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La scelta degli alberi ha un valore preciso. L\u2019abete, con il suo verde che attraversa l\u2019inverno, suggerisce continuit\u00e0, protezione, ostinazione. La betulla, bianca e mutevole, porta in s\u00e9 un\u2019idea di passaggio. In molte tradizioni europee la betulla \u00e8 associata alla rinascita e all\u2019inizio, mentre le conifere sono figure di resistenza nelle regioni fredde. Vidotto non fa folklore esplicito, ma lavora su immagini che hanno gi\u00e0 una risonanza profonda nell\u2019immaginario di chi legge.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La foresta diventa cos\u00ec un luogo dove l\u2019amore non coincide con il possesso. I due tronchi sono accostati; i rami possono cercarsi; le radici possono incontrarsi. Eppure nessuno dei due controlla la crescita dell\u2019altro. \u00c8 una distinzione importante, soprattutto in un tempo in cui molte narrazioni chiamano amore ci\u00f2 che \u00e8 dipendenza, paura dell\u2019abbandono o cancellazione di s\u00e9.<\/p>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La memoria dell\u2019abete e l\u2019oblio della betulla<\/h3>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il contrasto tra memoria e oblio \u00e8 la leva emotiva del racconto. Abete custodisce le estati vissute con Betulla, le ore di sole e le vicinanze costruite lentamente. Betulla, dopo il suo inverno, deve in qualche modo ritrovare quel filo. Non \u00e8 una metafora perfetta della memoria umana, e non deve esserlo. \u00c8 piuttosto una figura narrativa capace di dare corpo a una sensazione familiare: essere amati da qualcuno che ricorda di noi cose che noi stessi abbiamo smarrito.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il libro suggerisce che ricordare non basta, se il ricordo diventa un peso. Allo stesso tempo, dimenticare non equivale a tradire. Tra questi due estremi si colloca la cura. Abete pu\u00f2 attendere senza pretendere, Betulla pu\u00f2 rinascere senza essere costretta a ripetere identica ogni estate. La delicatezza del testo sta nella sua scelta di non risolvere la differenza, ma di renderla abitabile.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa \u00e8 anche la ragione per cui il racconto pu\u00f2 parlare a lettori adulti pur mantenendo l\u2019immediatezza di una fiaba. Chi desidera una prosa pi\u00f9 aspra o analitica potrebbe trovarla troppo levigata. Chi invece cerca un libro da leggere lentamente, magari in una sera in cui serva una voce capace di fare ordine senza semplificare, pu\u00f2 trovarvi una compagnia autentica.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un altro merito di Vidotto \u00e8 non opporre in modo banale natura e umanit\u00e0. Non dice che gli alberi siano puri e gli esseri umani incapaci di amare. Fa una cosa pi\u00f9 utile: mostra che il mondo vegetale impone un vocabolario diverso, fatto di durata, adattamento, esposizione. L\u2019uomo che entra nel bosco dovrebbe imparare prima a guardare e solo dopo a interpretare.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La storia d\u2019amore raccontata da Vidotto non promette di eliminare le distanze: insegna che, a volte, un legame nasce proprio dal modo in cui si attraversano insieme.<\/strong><\/p>\n\n<figure class=\"is-provider-youtube is-type-video wp-block-embed wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Paul Auster e il segreto della &quot;Scrittura Specchio&quot;: come trasformare la tua vita in un romanzo.\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/xg-d6F5TwdE?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Francesco_Vidotto_e_gli_alberi_il_Wood_Wide_Web_tra_scienza_e_fiaba\"><\/span>Francesco Vidotto e gli alberi: il Wood Wide Web tra scienza e fiaba<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel presentare <strong>L\u2019abete e la betulla<\/strong>, viene evocato il cosiddetto Wood Wide Web: l\u2019insieme delle relazioni sotterranee che coinvolgono radici, funghi micorrizici, acqua, nutrienti e segnali chimici. \u00c8 un tema affascinante, ma merita un minimo di precisione. La ricerca scientifica studia da tempo le interazioni fra le piante e il ruolo decisivo delle reti fungine negli ecosistemi forestali. Non significa, per\u00f2, che gli alberi \u201cparlino\u201d come persone o che ogni immagine poetica debba essere presa alla lettera.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa distinzione non impoverisce il racconto, semmai lo protegge. Vidotto usa una conoscenza in movimento per alimentare l\u2019immaginazione, non per consegnare una lezione di biologia. La foresta che descrive non \u00e8 una lavagna scientifica. \u00c8 un luogo narrativo in cui il lettore pu\u00f2 intuire quanto poco sia visibile di ci\u00f2 che rende possibile la vita sopra il suolo.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un bosco sano \u00e8 fatto di relazioni: alberi maturi, giovani germogli, miceli, insetti, animali, umidit\u00e0, suolo. Se una parte cambia, anche le altre devono adattarsi. L\u2019immagine dell\u2019abete e della betulla uniti in profondit\u00e0 prende forza da qui. Quello che dall\u2019esterno appare separato pu\u00f2 essere collegato sotto terra da scambi invisibili. Il libro trasforma questo fatto ecologico in un pensiero sull\u2019amore, facendo attenzione a non ridurlo a slogan verde.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per capire il tono di Vidotto, \u00e8 utile guardare alla scena del nonno e del bambino nel bosco. I due camminano in silenzio e incontrano una catasta di tronchi abbattuti e scortecciati da una macchina. Il bambino prova una tristezza immediata, quasi assoluta; il nonno prova una tristezza diversa. Non perch\u00e9 il taglio degli alberi gli sia indifferente, ma perch\u00e9 conosce il patto complesso tra la montagna e chi la abita.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo passaggio \u00e8 particolarmente riuscito perch\u00e9 non indulge nell\u2019idea che ogni utilizzo del legno sia automaticamente una colpa. Le comunit\u00e0 montane hanno vissuto per secoli grazie al bosco, costruendo case, scaldandosi, lavorando. La domanda vera riguarda la misura: quale prelievo lascia alla foresta la possibilit\u00e0 di rinnovarsi? Quale sguardo considera un albero soltanto materiale e quale ne riconosce invece il posto in una rete di vita?<\/p>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il nonno, la mela e l\u2019ascolto della foresta<\/h3>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella radura, il nonno si ferma vicino a un abete e a una betulla piegata dal vento, cresciuta accanto al tronco maggiore fino a seguirne i rami. Poi divide una mela con il nipote, usando un temperino e ricavando una lunga spirale di buccia. \u00c8 un dettaglio domestico, concreto, quasi tattile. Proprio per questo prepara bene il momento in cui l\u2019uomo afferma che gli alberi parlano, a chi sa ascoltarli.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non serve leggere quella frase come una tesi letterale. \u00c8 un invito a cambiare postura. Il bambino accosta l\u2019orecchio alla corteccia, e il gesto conta pi\u00f9 della risposta. In una societ\u00e0 abituata a riempire ogni vuoto di parole, Vidotto attribuisce valore a un ascolto che non pretende subito di possedere ci\u00f2 che sente.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qui emerge anche un tema sensibile: la perdita dei paesaggi conosciuti. Chi \u00e8 cresciuto vicino a una foresta pu\u00f2 provare dolore nel vedere un\u2019area tagliata, trasformata, ferita da eventi atmosferici o sfruttata senza equilibrio. Il racconto non spettacolarizza quel dolore. Lo mette accanto al silenzio di un anziano che sa quanto la montagna dia e quanto possa chiedere in cambio.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa sobriet\u00e0 rende il libro pi\u00f9 credibile di molti romanzi ecologici costruiti attorno a un messaggio gi\u00e0 deciso. Non offre soluzioni ambientali pronte, n\u00e9 pretende di sostituire una riflessione scientifica o politica. Fa una cosa letteraria e necessaria: restituisce spessore emotivo a una relazione che spesso viene raccontata soltanto in termini di consumo o cartolina.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chi desidera continuare a seguire le uscite italiane legate alla narrativa contemporanea pu\u00f2 tenere d\u2019occhio la pagina dedicata alle <a href=\"https:\/\/foreva.it\/blog\/recensioni\/novita-libri-uscite\/\">novit\u00e0 librarie da seguire<\/a>. Non per inseguire ogni titolo appena arrivato in vetrina, ma per scegliere con pi\u00f9 calma ci\u00f2 che merita davvero tempo.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La natura di Vidotto non \u00e8 muta n\u00e9 addomesticata: \u00e8 un interlocutore che obbliga chi legge a distinguere tra contemplare un bosco e comprenderne la fragilit\u00e0.<\/strong><\/p>\n\n<figure class=\"is-provider-youtube is-type-video wp-block-embed wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Anna Bellato a MoliseCinema: &quot;Tante storie, il Dio dell&amp;apos;amore e... il ritorno di Ovidio&amp;apos;\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/pKmKDPqYLio?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Lintreccio_di_Labete_e_la_betulla_ritmo_linguaggio_e_limiti_del_racconto\"><\/span>L\u2019intreccio di L\u2019abete e la betulla: ritmo, linguaggio e limiti del racconto<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un racconto breve vive o muore nella scelta del ritmo. Francesco Vidotto non cerca la velocit\u00e0, anche se <strong>L\u2019abete e la betulla<\/strong> si legge in poco tempo. Sono due cose diverse. Un testo pu\u00f2 essere rapido da terminare e lento da attraversare, perch\u00e9 chiede soste, immagini da riprendere, frasi che continuano a lavorare dopo l\u2019ultima pagina. Questo libro appartiene a quella seconda categoria.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La prosa si appoggia alla concretezza: radici, aghi, neve, vento, corteccia. Non \u00e8 un linguaggio sperimentale, non ama l\u2019oscurit\u00e0 n\u00e9 il virtuosismo. Tale scelta rende la lettura accessibile, ma non necessariamente semplice. La semplicit\u00e0 qui \u00e8 cercata, e talvolta sfiora volutamente il tono della parabola. A qualcuno sembrer\u00e0 un pregio; ad altri potr\u00e0 apparire un limite.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il lettore che arriva da romanzi pieni di personaggi, cambi di scena e conflitti espliciti deve saperlo prima. L\u2019intreccio non punta sulla sorpresa. Si fonda sulla ripetizione delle stagioni e sulla tensione discreta fra ci\u00f2 che Abete trattiene e ci\u00f2 che Betulla lascia andare. Non \u00e8 un difetto in s\u00e9, ma \u00e8 una promessa precisa: questo non \u00e8 il libro giusto per chi cerca un\u2019avventura montana o un dramma sentimentale tradizionale.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il punto pi\u00f9 convincente \u00e8 la coerenza tra forma e materia. Una storia dedicata agli alberi non poteva avere il passo ansioso di una trama costruita per trattenere il lettore a ogni capitolo. Vidotto sceglie un andamento ciclico perch\u00e9 parla di esseri che crescono lentamente. Gli anni, per l\u2019abete, non sono pagine da consumare: sono materia che si stratifica.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci\u00f2 non impedisce al testo di essere leggibile anche da chi legge poco. Anzi, potrebbe funzionare bene come regalo per una persona che ama le montagne o per un lettore giovane abituato a considerare la narrativa \u201clenta\u201d come un territorio ostile. La brevit\u00e0 permette un primo accesso, mentre il linguaggio figurato apre livelli che possono essere ripresi in una seconda lettura.<\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table>\n<thead>\n<tr>\n<th>Elemento del racconto<\/th>\n<th>Come lavora nella lettura<\/th>\n<th>A chi pu\u00f2 parlare di pi\u00f9<\/th>\n<\/tr>\n<\/thead>\n<tbody>\n<tr>\n<td>Abete sempreverde<\/td>\n<td>Rappresenta memoria, durata e attesa<\/td>\n<td>A chi ama storie sui legami fedeli e complessi<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Betulla decidua<\/td>\n<td>Introduce cambiamento, vulnerabilit\u00e0 e rinascita<\/td>\n<td>A chi cerca una fiaba adulta senza retorica<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Foresta e radici<\/td>\n<td>Trasformano la natura in parte attiva dell\u2019intreccio<\/td>\n<td>A chi sente vicina la narrativa di paesaggio<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Nonno e bambino<\/td>\n<td>Portano nella vicenda un sapere tramandato e concreto<\/td>\n<td>A chi apprezza i rapporti familiari raccontati con pudore<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table><\/figure>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Quando la prosa poetica convince e quando pu\u00f2 stancare<\/h3>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La scrittura di Vidotto ha un carattere dichiaratamente lirico. Funziona quando un\u2019immagine resta ancorata a un gesto: la buccia della mela che si srotola, il muschio su cui sedersi, la betulla inclinata dal vento. In questi momenti la lingua non cerca di abbellire la realt\u00e0, la avvicina. Il bosco ha consistenza, odore, gravit\u00e0.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pu\u00f2 invece stancare chi ha poca pazienza per i simboli trasparenti. Abete e Betulla portano significati abbastanza riconoscibili: permanenza e mutamento, ricordo e oblio, forza e delicatezza. Il lettore pi\u00f9 severo potrebbe desiderare pi\u00f9 ambiguit\u00e0, pi\u00f9 attrito, una voce meno predisposta alla tenerezza. \u00c8 una riserva legittima e conviene nominarla, perch\u00e9 una recensione utile non deve portare tutti allo stesso acquisto.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il racconto resta per\u00f2 onesto nella propria scelta. Non si traveste da grande romanzo e non gonfia la sua portata con artifici. Propone un piccolo mondo coerente, affidandosi alla fiducia del lettore. In libreria, \u00e8 proprio quel tipo di volume che andrebbe messo nelle mani giuste: non di chi chiede \u201cqualcosa che succeda molto\u201d, ma di chi cerca una voce capace di rallentare il rumore.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per chi ama confrontare formati e leggere racconti brevi durante un viaggio o una pausa, pu\u00f2 essere utile anche la guida ai <a href=\"https:\/\/foreva.it\/blog\/recensioni\/migliori-ereader-ebook\/\">migliori ereader per leggere ebook<\/a>. Un dispositivo non sostituisce la carta n\u00e9 la qualit\u00e0 del testo, ma pu\u00f2 rendere pi\u00f9 semplice tenere con s\u00e9 una lettura sottile e meditativa.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La forza dell\u2019intreccio non sta nel colpo di scena, ma nella capacit\u00e0 di rendere narrativa una verit\u00e0 quieta: crescere accanto a qualcuno \u00e8 diverso dal crescere al suo posto.<\/strong><\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Per_chi_e_Labete_e_la_betulla_e_per_chi_non_e_il_racconto_di_Vidotto\"><\/span>Per chi \u00e8 L\u2019abete e la betulla e per chi non \u00e8 il racconto di Vidotto<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dire che un libro \u00e8 bello non aiuta molto chi deve decidere se aprirlo. Serve capire che tipo di esperienza offre. <strong>L\u2019abete e la betulla<\/strong> \u00e8 adatto a chi desidera una lettura breve, evocativa e profondamente legata al paesaggio italiano di montagna. \u00c8 per chi non ha paura di un ritmo contemplativo e per chi riconosce nella narrativa un luogo in cui le domande possono restare aperte.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pu\u00f2 parlare in modo particolare a chi ha un rapporto affettivo con i boschi. Non occorre vivere in Cadore o conoscere le Dolomiti per entrare nel libro. Basta ricordare un sentiero percorso da bambini, un albero incontrato sempre nello stesso punto, il silenzio che cambia quando si cammina lontano dalle strade. Vidotto lavora su questa memoria comune senza forzarla.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il racconto \u00e8 indicato anche per chi cerca una storia d\u2019amore non convenzionale. Non ci sono figure umane innamorate che si dichiarano, si tradiscono o si ritrovano. C\u2019\u00e8 invece un legame tra alberi che permette di parlare di fedelt\u00e0, tempo e cura in modo indiretto. Per alcuni lettori questa distanza render\u00e0 l\u2019emozione pi\u00f9 forte; per altri sar\u00e0 un filtro troppo evidente.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non \u00e8 la scelta migliore per chi vuole una trama fitta. Se cerchi un mistero, una forte componente psicologica o una narrazione familiare corale, qui troverai altro. Nemmeno chi desidera un saggio rigoroso sull\u2019intelligenza vegetale dovrebbe considerarlo un testo informativo: gli spunti sul Wood Wide Web servono alla dimensione poetica del racconto, non sostituiscono fonti scientifiche specialistiche.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La sua misura breve pu\u00f2 suggerire una lettura \u201cfacile\u201d, ma dipende da cosa si intende per facile. Le pagine scorrono, s\u00ec, e l\u2019apparato narrativo \u00e8 essenziale. Tuttavia il libro chiede disponibilit\u00e0 emotiva. Richiede di accettare che un abete possa custodire una memoria e che una betulla possa diventare il volto di una fragilit\u00e0 amata. Chi rifiuta in partenza questo patto con la fiaba far\u00e0 fatica a sentirlo proprio.<\/p>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Un libro da scegliere con il momento giusto<\/h3>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci sono libri che chiedono concentrazione e altri che chiedono ascolto. Questo appartiene ai secondi. Pu\u00f2 accompagnare bene una sera tranquilla, un viaggio in treno, una giornata d\u2019autunno o una pausa dopo una lettura pi\u00f9 dura. Non perch\u00e9 la natura debba essere relegata a una stagione precisa, ma perch\u00e9 la struttura del testo beneficia di un tempo non frammentato dalle notifiche.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per orientarti, pu\u00f2 essere utile tenere presenti alcune aspettative concrete:<\/p>\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li><strong>Sceglilo<\/strong> se ami le storie ambientate in montagna e la lingua che procede per immagini.<\/li><li><strong>Sceglilo<\/strong> se cerchi un dono per un lettore sensibile ai temi della natura, senza voler regalare un saggio ambientalista.<\/li><li><strong>Sceglilo<\/strong> se ti interessano i rapporti tra nonni e nipoti raccontati con pochi gesti e senza sentimentalismo invadente.<\/li><li><strong>Lascialo per un altro momento<\/strong> se hai bisogno di una trama densa, di dialoghi numerosi o di un finale costruito come soluzione di un enigma.<\/li><li><strong>Non affrontarlo come un manuale<\/strong> se vuoi informazioni scientifiche sulle piante: qui la conoscenza \u00e8 trasformata in immagine letteraria.<\/li><\/ul>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La pubblicazione di Bompiani arriva dopo l\u2019attenzione ricevuta da <strong>Onesto<\/strong> e conferma un tratto riconoscibile di Francesco Vidotto: raccontare il territorio senza ridurlo a scenografia turistica. Il suo sguardo resta vicino alle cose piccole, ai gesti ereditati, ai paesaggi che chiedono responsabilit\u00e0. Non tutti i lettori ameranno la dimensione favolistica, ma difficilmente potranno accusarla di essere estranea al mondo che costruisce.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per chi desidera cercarlo in libreria fisica o online, pu\u00f2 essere utile consultare qualche criterio pratico su <a href=\"https:\/\/foreva.it\/blog\/recensioni\/comprare-libri-online\/\">come comprare libri online senza scegliere alla cieca<\/a>. Prima viene sempre il desiderio di lettura; il luogo dell\u2019acquisto viene dopo, con la stessa calma con cui Abete aspetta il ritorno della bella stagione.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>L\u2019abete e la betulla \u00e8 un racconto per lettori disposti a fermarsi: non offre rumore, offre radici.<\/strong><\/p>\n\n\n<h3>Di cosa parla L\u2019abete e la betulla di Francesco Vidotto?<\/h3>\n<p>Il racconto segue il legame tra un grande abete e una betulla nata da un seme portato dal vento. Attraverso le loro differenze, il libro riflette su amore, memoria, cambiamento e natura.<\/p>\n<h3>L\u2019abete e la betulla \u00e8 un romanzo o una fiaba?<\/h3>\n<p>\u00c8 un racconto breve con la forma e il respiro di una fiaba adulta. Non \u00e8 un romanzo corale n\u00e9 un saggio scientifico, anche se richiama il tema delle relazioni sotterranee tra gli alberi.<\/p>\n<h3>Che cos\u2019\u00e8 il Wood Wide Web citato in relazione al libro?<\/h3>\n<p>L\u2019espressione indica le reti ecologiche sotterranee che coinvolgono radici e funghi micorrizici, studiate per il loro ruolo negli scambi e nelle relazioni degli ecosistemi forestali. Nel libro \u00e8 uno spunto poetico, non una dimostrazione scientifica.<\/p>\n<h3>A chi \u00e8 consigliato il racconto di Vidotto?<\/h3>\n<p>A chi ama la narrativa di montagna, le letture brevi e contemplative, le storie d\u2019amore non convenzionali e i libri in cui il paesaggio ha un ruolo centrale.<\/p>\n<h3>A chi potrebbe non piacere L\u2019abete e la betulla?<\/h3>\n<p>Potrebbe non convincere chi cerca una trama ricca di azione, dialoghi frequenti, personaggi numerosi o una narrazione dal ritmo molto serrato.<\/p>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In breve L\u2019abete e la betulla di Francesco Vidotto: una storia d\u2019amore nel bosco Un grande abete, saldo nel terreno e abituato a misurare il tempo con pazienza, riceve ai piedi un seme portato dal vento. 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