{"id":214,"date":"2026-08-12T16:33:42","date_gmt":"2026-08-12T16:33:42","guid":{"rendered":"https:\/\/foreva.it\/blog\/recensioni\/mauro-corona-opera-completa\/"},"modified":"2026-08-13T10:49:39","modified_gmt":"2026-08-13T10:49:39","slug":"mauro-corona-opera-completa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/foreva.it\/blog\/recensioni\/mauro-corona-opera-completa\/","title":{"rendered":"L&#8217;opera completa di Mauro Corona: dallo scrittore bestseller all&#8217;alpinista e volto noto della televisione"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>In breve<\/strong><\/p>\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li><strong>Mauro Corona<\/strong> \u00e8 una figura difficilmente separabile dai luoghi che racconta: Erto, il Vajont, il bosco, la roccia e una memoria comunitaria ferita.<\/li><li>La sua <strong>opera completa<\/strong> attraversa romanzi, racconti, favole, poesia, libri di riflessione e pagine dedicate all\u2019arrampicata.<\/li><li>Lo stile alterna oralit\u00e0, immagini aspre e invenzione fantastica: pu\u00f2 essere molto coinvolgente, ma non \u00e8 adatto a chi cerca una prosa levigata o storie urbane.<\/li><li>Lo <strong>scrittore bestseller<\/strong> conosciuto in televisione resta prima di tutto un narratore della montagna, con una voce spesso polemica, talvolta commovente, mai neutra.<\/li><li>Tra i titoli pi\u00f9 utili per cominciare: <strong>Il volo della martora<\/strong>, <strong>Le voci del bosco<\/strong>, <strong>I fantasmi di pietra<\/strong>, <strong>La fine del mondo storto<\/strong> e <strong>Arrampicare<\/strong>.<\/li><\/ul>\n\n<div id=\"ez-toc-container\" class=\"ez-toc-v2_0_85 counter-hierarchy ez-toc-counter ez-toc-grey ez-toc-container-direction\">\n<div class=\"ez-toc-title-container\">\n<p class=\"ez-toc-title\" style=\"cursor:inherit\">Sommaire<\/p>\n<span class=\"ez-toc-title-toggle\"><a href=\"#\" class=\"ez-toc-pull-right ez-toc-btn ez-toc-btn-xs ez-toc-btn-default ez-toc-toggle\" aria-label=\"Toggle Table of Content\"><span class=\"ez-toc-js-icon-con\"><span class=\"\"><span class=\"eztoc-hide\" style=\"display:none;\">Toggle<\/span><span class=\"ez-toc-icon-toggle-span\"><svg style=\"fill: #999;color:#999\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" class=\"list-377408\" width=\"20px\" height=\"20px\" viewBox=\"0 0 24 24\" fill=\"none\"><path d=\"M6 6H4v2h2V6zm14 0H8v2h12V6zM4 11h2v2H4v-2zm16 0H8v2h12v-2zM4 16h2v2H4v-2zm16 0H8v2h12v-2z\" fill=\"currentColor\"><\/path><\/svg><svg style=\"fill: #999;color:#999\" class=\"arrow-unsorted-368013\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" width=\"10px\" height=\"10px\" viewBox=\"0 0 24 24\" version=\"1.2\" baseProfile=\"tiny\"><path d=\"M18.2 9.3l-6.2-6.3-6.2 6.3c-.2.2-.3.4-.3.7s.1.5.3.7c.2.2.4.3.7.3h11c.3 0 .5-.1.7-.3.2-.2.3-.5.3-.7s-.1-.5-.3-.7zM5.8 14.7l6.2 6.3 6.2-6.3c.2-.2.3-.5.3-.7s-.1-.5-.3-.7c-.2-.2-.4-.3-.7-.3h-11c-.3 0-.5.1-.7.3-.2.2-.3.5-.3.7s.1.5.3.7z\"\/><\/svg><\/span><\/span><\/span><\/a><\/span><\/div>\n<nav><ul class='ez-toc-list ez-toc-list-level-1 eztoc-toggle-hide-by-default' ><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-1\" href=\"https:\/\/foreva.it\/blog\/recensioni\/mauro-corona-opera-completa\/#Mauro_Corona_vita_Vajont_e_radici_di_uno_scrittore_di_montagna\" >Mauro Corona: vita, Vajont e radici di uno scrittore di montagna<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-2\" href=\"https:\/\/foreva.it\/blog\/recensioni\/mauro-corona-opera-completa\/#Opera_completa_di_Mauro_Corona_romanzi_da_leggere_in_ordine_e_per_temi\" >Opera completa di Mauro Corona: romanzi da leggere in ordine e per temi<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-3\" href=\"https:\/\/foreva.it\/blog\/recensioni\/mauro-corona-opera-completa\/#I_racconti_di_Mauro_Corona_il_bosco_gli_animali_e_la_voce_orale\" >I racconti di Mauro Corona: il bosco, gli animali e la voce orale<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-4\" href=\"https:\/\/foreva.it\/blog\/recensioni\/mauro-corona-opera-completa\/#Mauro_Corona_tra_favole_poesia_e_saggi_i_libri_oltre_il_romanzo\" >Mauro Corona tra favole, poesia e saggi: i libri oltre il romanzo<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-5\" href=\"https:\/\/foreva.it\/blog\/recensioni\/mauro-corona-opera-completa\/#Mauro_Corona_in_televisione_e_le_nuove_uscite_come_leggere_un_autore_controverso\" >Mauro Corona in televisione e le nuove uscite: come leggere un autore controverso<\/a><\/li><\/ul><\/nav><\/div>\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Mauro_Corona_vita_Vajont_e_radici_di_uno_scrittore_di_montagna\"><\/span>Mauro Corona: vita, Vajont e radici di uno scrittore di montagna<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per capire i libri di Mauro Corona conviene partire da un rumore: quello della notte del 9 ottobre 1963, quando la frana del monte Toc precipit\u00f2 nel bacino del Vajont e l\u2019onda invest\u00ec la valle, cancellando paesi e vite. Corona aveva tredici anni. Quel trauma non diventa soltanto materia biografica: entra nella sua lingua, nel modo in cui guarda le case abbandonate, gli anziani, gli animali e persino gli oggetti lasciati in una cucina vuota.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nato il 9 agosto 1950 a Baselga di Pin\u00e9, in Trentino, all\u2019anagrafe Maurizio Corona, \u00e8 cresciuto soprattutto a <strong>Erto<\/strong>, nel territorio friulano vicino alla diga. Scultore del legno, artigiano della pietra, <strong>alpinista<\/strong> e narratore, ha costruito un\u2019immagine pubblica riconoscibile anche grazie alla televisione. Eppure ridurlo al personaggio televisivo dai modi ruvidi sarebbe un errore: i suoi libri arrivano da una pratica concreta, fatta di lavoro manuale, sentieri, boschi e memoria orale.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La sua <strong>letteratura italiana<\/strong> non racconta la montagna come cartolina. Non ci sono soltanto vette luminose, baite accoglienti o silenzi rassicuranti. C\u2019\u00e8 il freddo che mette alla prova, c\u2019\u00e8 la povert\u00e0, ci sono caccia, fatica, alcol, litigi e morti. La natura, nelle pagine di Corona, non \u00e8 sempre buona: d\u00e0 riparo e cibo, ma pu\u00f2 travolgere, isolare, imporre una legge severa.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un lettore come Paolo, abituato ai romanzi contemporanei ambientati in citt\u00e0, potrebbe avvicinarsi a Corona pensando di trovare un semplice elogio della vita rurale. Dopo poche pagine di <strong>Il volo della martora<\/strong>, capirebbe invece che il centro del libro \u00e8 un mondo spezzato. I ventisei racconti riportano in vita uomini, donne, animali, legni e rocce di una valle segnata dal disastro; la tragedia non viene trattata come spettacolo, ma come ferita ancora presente nel paesaggio.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo \u00e8 uno dei motivi per cui Corona ha un pubblico molto largo. Sa usare una lingua che sembra spesso nata davanti a un tavolo d\u2019osteria o su una panca fuori casa: diretta, colorita, talvolta provocatoria. Dentro quella voce, per\u00f2, affiorano immagini di grande precisione. Un tronco ferito da cui cola resina pu\u00f2 diventare il modo per parlare di un ricordo che non smette di bruciare; un animale nel bosco pu\u00f2 rivelare qualcosa che l\u2019uomo civilizzato non vuole pi\u00f9 vedere.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La sua esperienza di scalatore non \u00e8 un dettaglio ornamentale. Le numerose vie aperte sulle Dolomiti friulane e le ascensioni compiute anche fuori dall\u2019Italia hanno formato uno sguardo basato su equilibrio, rischio e responsabilit\u00e0. Nell\u2019<strong>avventura<\/strong> alpinistica Corona cerca la sfida, certo, ma non la posa eroica: nei libri l\u2019errore pesa, la paura esiste e la vetta non cancella la fragilit\u00e0 di chi sale.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 utile ricordare anche la sua partecipazione al film <strong>Vajont<\/strong> di Renzo Martinelli, uscito nel 2001. Non \u00e8 una curiosit\u00e0 da nota a margine: conferma quanto l\u2019autore sia diventato, nel bene e nel male, una delle voci pubbliche associate a quella comunit\u00e0. Nei suoi testi, tuttavia, il Vajont non serve a reclamare un ruolo. Serve a impedire che le persone inghiottite dalla storia diventino soltanto un numero.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chi cerca una scrittura impeccabilmente sorvegliata, priva di ripetizioni e di impennate sentenziose, potrebbe trovare alcune pagine eccessive. Corona ama l\u2019affondo, il giudizio netto, la frase che vuole restare impressa. Chi invece accetta una voce irregolare, legata alla tradizione del racconto orale, pu\u00f2 trovare una materia umana molto viva. La sua montagna non chiede ammirazione: chiede di essere ascoltata.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1448\" height=\"1086\" src=\"https:\/\/foreva.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/carnet-ecriture-plume-table-bois-montagne.jpg\" alt=\"Carnet d&apos;\u00e9criture et plume sur une table en bois face \u00e0 la montagne\" class=\"wp-image-221\" srcset=\"https:\/\/foreva.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/carnet-ecriture-plume-table-bois-montagne.jpg 1448w, https:\/\/foreva.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/carnet-ecriture-plume-table-bois-montagne-300x225.jpg 300w, https:\/\/foreva.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/carnet-ecriture-plume-table-bois-montagne-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/foreva.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/carnet-ecriture-plume-table-bois-montagne-768x576.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1448px) 100vw, 1448px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Illustration g\u00e9n\u00e9r\u00e9e par intelligence artificielle.<\/figcaption><\/figure>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Opera_completa_di_Mauro_Corona_romanzi_da_leggere_in_ordine_e_per_temi\"><\/span>Opera completa di Mauro Corona: romanzi da leggere in ordine e per temi<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Orientarsi nell\u2019opera completa di Mauro Corona richiede un piccolo criterio, perch\u00e9 i suoi romanzi non formano una saga con protagonisti fissi. A unirli non \u00e8 una trama continua, ma un territorio morale: la montagna come luogo fisico e come prova dell\u2019esistenza. Tornano Erto, il bosco, il nonno custode di saperi antichi, il vecchio solitario, la donna capace di sopportare pi\u00f9 degli uomini, il giovane che sceglie una strada sbagliata.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Le voci del bosco<\/strong>, apparso per la prima volta nel 1998 e poi riproposto da Mondadori, \u00e8 uno dei punti d\u2019accesso pi\u00f9 naturali. Non \u00e8 un romanzo d\u2019azione nel senso comune del termine: \u00e8 una camminata narrativa tra alberi, essenze, legni e incontri. Corona attribuisce a ogni pianta un carattere e una destinazione, come farebbe uno scultore che sa quale legno sia adatto a un volto, a un animale o a una figura sacra. \u00c8 adatto a chi vuole entrare lentamente nel suo immaginario; meno a chi pretende una vicenda serrata.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con <strong>L\u2019ombra del bastone<\/strong>, pubblicato nel 2005, il meccanismo cambia. Un quaderno nero, aperto dal narratore con la punta di un temperino, spalanca storie di chi viveva sui monti di Erto prima di lui. Il libro lavora sulla trasmissione: un oggetto passa di mano, le voci del passato si riaccendono e l\u2019identit\u00e0 personale si scopre fatta anche di esistenze precedenti. \u00c8 una scelta adatta se ami i romanzi dove memoria e invenzione si mescolano senza che il confine venga spiegato troppo.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>I fantasmi di pietra<\/strong>, del 2006, \u00e8 forse il titolo pi\u00f9 indicato per avvicinarsi al rapporto fra Corona e Vajont. L\u2019autore percorre il vecchio paese, casa dopo casa, strada dopo strada. Le pareti invase dalle ortiche non sono scenografia: diventano archivio. Il libro contiene temi sensibili, perch\u00e9 affronta lutto, perdita e conseguenze collettive di una catastrofe. Non cerca la cronaca giudiziaria del disastro; cerca piuttosto ci\u00f2 che resta quando un luogo \u00e8 stato svuotato.<\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table>\n<thead>\n<tr>\n<th>Titolo<\/th>\n<th>Anno di prima pubblicazione<\/th>\n<th>Per chi pu\u00f2 funzionare<\/th>\n<th>Nucleo narrativo<\/th>\n<\/tr>\n<\/thead>\n<tbody>\n<tr>\n<td>Le voci del bosco<\/td>\n<td>1998<\/td>\n<td>Chi ama natura e osservazione<\/td>\n<td>Alberi, legni e caratteri del bosco<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>I fantasmi di pietra<\/td>\n<td>2006<\/td>\n<td>Chi vuole comprendere il legame con il Vajont<\/td>\n<td>Erto dopo la distruzione e la memoria degli abitanti<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Storia di Neve<\/td>\n<td>2008<\/td>\n<td>Chi apprezza il fantastico cupo<\/td>\n<td>Una bambina prodigiosa e una leggenda di montagna<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>La fine del mondo storto<\/td>\n<td>2010<\/td>\n<td>Chi cerca una favola distopica<\/td>\n<td>Un mondo senza energia e il ritorno ai saperi antichi<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Le altalene<\/td>\n<td>2023<\/td>\n<td>Chi preferisce un tono autobiografico<\/td>\n<td>Ricordi, luoghi e persone filtrati dal tempo<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table><\/figure>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Storia di Neve<\/strong> del 2008 si muove invece in un territorio pi\u00f9 visionario. La protagonista, nata nell\u2019inverno del 1919, porta con s\u00e9 un dono di guarigione e un\u2019ombra inquietante, legata alla strega Melissa. Qui la natura non \u00e8 osservata con realismo documentario: diventa fiaba scura, popolata da paure e poteri antichi. Se ti piacciono le leggende, \u00e8 uno dei libri pi\u00f9 originali; se preferisci il Corona memoriale, pu\u00f2 essere un passaggio da rimandare.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il romanzo che ha raggiunto molti lettori fuori dal pubblico abituale \u00e8 <strong>La fine del mondo storto<\/strong>, vincitore del Premio Bancarella 2011. Immagina un pianeta rimasto all\u2019improvviso senza petrolio, carbone ed elettricit\u00e0, nel pieno dell\u2019inverno. La domanda non \u00e8 astratta: come si mangia, come ci si scalda, cosa resta quando la tecnica non risponde? Corona oppone alla dipendenza dalle comodit\u00e0 una sapienza contadina e montanara. Il limite del libro \u00e8 anche la sua forza: l\u2019idea \u00e8 dichiarata, quasi esemplare, e non lascia molto spazio all\u2019ambiguit\u00e0.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nei lavori pi\u00f9 recenti, come <strong>Quattro stagioni per vivere<\/strong> del 2022 e <strong>Le cinque porte<\/strong> del 2023, il tema della trasmissione fra generazioni torna esplicito. Nel primo, Osvaldo ruba un camoscio per aiutare la madre e innesca una vicenda di minaccia e colpa. Nel secondo, un nonno accompagna i nipoti Igor e Neve attraverso i cicli dell\u2019anno: \u00e8 un libro pensato anche per lettori giovani, con i disegni di Matteo Corona.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Le altalene<\/strong> \u00e8 invece pi\u00f9 vicino a un monologo di memoria. Non va letto aspettandosi una trama tradizionale: procede per immagini, ritorni, persone e luoghi che riaffiorano. \u00c8 il libro da scegliere se gi\u00e0 conosci Corona e vuoi incontrare il narratore senza la mediazione di una grande avventura romanzesca. Da qui, il passo verso i racconti \u00e8 breve: \u00e8 proprio nella forma breve che la sua voce ha trovato la prima casa.<\/p>\n\n<figure class=\"is-provider-youtube is-type-video wp-block-embed wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"STORIE DI MONTAGNA: INCONTRO CON MAURO CORONA | SPORTCULTURA.TV\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/irQKsA70xjU?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"I_racconti_di_Mauro_Corona_il_bosco_gli_animali_e_la_voce_orale\"><\/span>I racconti di Mauro Corona: il bosco, gli animali e la voce orale<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prima di essere uno scrittore bestseller da classifica, Mauro Corona \u00e8 stato un autore di racconti. Questa forma gli somiglia: consente di entrare subito in una cucina fumosa, in un bosco prima dell\u2019alba, in un ricordo ascoltato da un anziano. Non serve costruire un\u2019architettura romanzesca ampia; bastano una figura, un animale, una battuta e un dettaglio materiale perch\u00e9 un\u2019intera vita si affacci dalla pagina.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il volo della martora<\/strong>, uscito nel 1997, merita il primo posto in un percorso di lettura. \u00c8 la raccolta d\u2019esordio e contiene gi\u00e0 quasi tutto: il Vajont, la comunit\u00e0 montana, la durezza del lavoro, gli animali, l\u2019ironia e una malinconia che non chiede compassione. Il disastro del 1963 \u00e8 lo sfondo di una geografia umana perduta, non un espediente drammatico. Per chi arriva a Corona dalla televisione, pu\u00f2 essere la sorpresa pi\u00f9 netta: la voce pubblica lascia spazio a una scrittura ferma davanti al dolore.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In <strong>Finch\u00e9 il cuculo canta<\/strong>, del 1999, convivono uomini inquieti, scalate, incidenti e situazioni perfino comiche. Corona osserva chi non riesce a stare fermo: c\u2019\u00e8 chi \u201cscala\u201d la carriera e chi una parete, chi cerca il rischio per non ascoltare ci\u00f2 che lo tormenta. Questa tensione tra serio e grottesco evita che i suoi racconti si trasformino in monumenti alla nostalgia.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Gocce di resina<\/strong> raccoglie episodi minimi, quelli che in molte famiglie restano fuori dai grandi archivi ma non dalla memoria. Il titolo dice bene la qualit\u00e0 del libro: la resina \u00e8 una ferita dell\u2019albero, ma conserva profumo e luce. Corona parte da aneddoti apparentemente piccoli per mostrare come un soprannome, una perdita o un gesto di aiuto possano accompagnare una persona per decenni.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con <strong>Nel legno e nella pietra<\/strong> e <strong>Aspro e dolce<\/strong>, pubblicati nei primi anni Duemila, la sua lingua diventa pi\u00f9 affollata. Passano boscaioli, bevitori, persone folli e generose, donne che tengono insieme case e famiglie, personaggi spinti verso la leggenda. Qui il lettore deve accettare un registro che pu\u00f2 apparire ruvido e maschile, con immagini volutamente eccessive. Non tutto invecchia allo stesso modo, ed \u00e8 giusto dirlo: alcune descrizioni oggi possono sembrare datate. Ma il libro conserva un\u2019energia concreta, soprattutto quando la comicit\u00e0 spezza la retorica.<\/p>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Mauro Corona e gli animali: non decorazione, ma presenza morale<\/h3>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nei racconti di Corona, gli animali non sono un fondale tenero. In <strong>Cani, camosci, cuculi (e un corvo)<\/strong>, del 2007, sono spesso loro a percepire prima degli uomini un cambiamento, una minaccia o un lutto. Il canto del cuculo in una stagione sbagliata diventa un segnale inquietante: il bosco possiede un linguaggio e gli esseri umani, distratti dalle proprie rivalit\u00e0, lo capiscono tardi.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa scelta ha un valore preciso. Quando Corona racconta un cane che sonnecchia inquieto in una cucina o un camoscio osservato lungo un versante, invita il lettore a spostarsi da una posizione dominante. La <strong>natura<\/strong> non \u00e8 l\u00ec per intrattenere l\u2019uomo. L\u2019uomo, semmai, deve imparare a non sentirsi padrone di ogni cosa.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Torneranno le quattro stagioni<\/strong> propone racconti accessibili anche ai pi\u00f9 giovani e affronta bullismo, prepotenza, amicizia, lavoro manuale e rispetto per l\u2019ambiente. \u00c8 un buon titolo da condividere in famiglia, senza pensarlo per\u00f2 come un testo addomesticato: Corona mantiene il suo gusto per la morale tagliente. In <strong>Venti racconti allegri e uno triste<\/strong>, del 2012, prova a cercare la gioia, ma le storie felici nascono quasi sempre da una crepa: fallimenti, solitudini e persone vissute lontano dai riflettori.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per chi desidera una scelta pratica, l\u2019ordine pu\u00f2 essere questo:<\/p>\n\n<ol class=\"wp-block-list\"><li><strong>Il volo della martora<\/strong>, per incontrare l\u2019origine della voce narrativa.<\/li><li><strong>Gocce di resina<\/strong>, se cerchi ricordi brevi e intensi.<\/li><li><strong>Cani, camosci, cuculi (e un corvo)<\/strong>, se vuoi il rapporto pi\u00f9 forte fra uomini e animali.<\/li><li><strong>I misteri della montagna<\/strong>, se preferisci storie accessibili e immaginative.<\/li><li><strong>Il soffio del gallo forcello<\/strong>, per una lettura breve ma dura, sul passaggio di un\u2019eredit\u00e0 da padre a figlio.<\/li><\/ol>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il racconto, per Corona, non ha l\u2019eleganza distante della pagina letteraria costruita a tavolino. Somiglia piuttosto a un legno inciso: pu\u00f2 avere una scheggia, ma lascia il segno. Ed \u00e8 proprio questa forma, rapida e ostinata, a condurre verso le favole e i libri destinati anche ai lettori pi\u00f9 giovani.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Mauro_Corona_tra_favole_poesia_e_saggi_i_libri_oltre_il_romanzo\"><\/span>Mauro Corona tra favole, poesia e saggi: i libri oltre il romanzo<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chi conosce Mauro Corona soltanto attraverso i romanzi rischia di perdere una parte importante della sua opera completa. Favole, poesie e saggi non sono titoli laterali: permettono di vedere come l\u2019autore modifichi la stessa materia \u2014 boschi, paura, libert\u00e0, lavoro, memoria \u2014 secondo registri diversi. A volte semplifica per parlare ai giovani, altre volte si espone con maggiore durezza, senza nascondere contraddizioni personali.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Storie del bosco antico<\/strong>, pubblicato nel 2005, raccoglie quarantaquattro favole contemporanee. Il meccanismo \u00e8 semplice e antico: gli animali parlano, agiscono, sbagliano, e riflettono i difetti degli esseri umani. Per\u00f2 non aspettarti la morbidezza di una fiaba consolatoria. La morale, quando arriva, pu\u00f2 essere caustica. \u00c8 un libro adatto a chi legge con bambini curiosi e non vuole consegnare loro racconti troppo zuccherati.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La casa dei sette ponti<\/strong>, uscito inizialmente per Feltrinelli nel 2012 e poi riproposto da Mondadori, segue un ricco industriale attirato da una costruzione misteriosa in una valle solitaria. Il contrasto tra ricchezza e sobriet\u00e0 \u00e8 evidente, persino programmatico. Eppure il libro funziona quando lascia che sia la casa, con le sue soglie e i suoi segreti, a parlare al protagonista. \u00c8 una storia di passaggio: per comprendere qualcosa, bisogna accettare di perdere il controllo.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In <strong>Una lacrima color turchese<\/strong>, la sparizione delle statuine di Ges\u00f9 Bambino dai presepi durante il Natale trasforma un paese di montagna in un luogo di sospetto e panico. <strong>Favola in bianco e nero<\/strong> prosegue su una strada analoga, pi\u00f9 aspra, interrogando l\u2019accettazione del diverso. Sono testi brevi, ma non innocui; possono essere letti dai ragazzi con un adulto disposto a parlare delle domande che aprono.<\/p>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Poesia e riflessione: una voce meno televisiva, pi\u00f9 esposta<\/h3>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La ballata della donna ertana<\/strong>, pubblicata nel 2011, porta al centro donne abituate ad affrontare lavoro, lutti e povert\u00e0 senza atteggiamenti eroici. Il dialetto non \u00e8 un colore locale messo in vetrina: d\u00e0 consistenza a una lingua nata dal territorio. In queste poesie Corona riconosce una forza femminile che nei testi narrativi talvolta resta sullo sfondo, e lo fa con maggiore attenzione.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nei saggi, invece, emerge l\u2019autore che ragiona apertamente sul presente. <strong>La montagna<\/strong>, costruito come dialogo con giovani in un\u2019osteria, insiste sull\u2019idea di responsabilit\u00e0 verso il creato. Il rischio \u00e8 una certa inclinazione alla sentenza, ma le pagine pi\u00f9 riuscite nascono dai dettagli: il rispetto di un sentiero, l\u2019uso non distruttivo del legno, la conoscenza dei tempi naturali.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Vajont: quelli del dopo<\/strong> affronta un terreno doloroso. Attraverso discussioni fra uomini dell\u2019osteria Gallo Cedrone, il volume ragiona sul dopo della tragedia: responsabilit\u00e0, risarcimenti, rabbia e comunit\u00e0. Non sostituisce un libro storico-documentario sul Vajont; va letto come testimonianza narrativa e civile, complementare a studi pi\u00f9 analitici e alla memoria pubblica delle vittime.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Confessioni ultime<\/strong>, uscito per Chiarelettere nel 2013, \u00e8 una meditazione su vita, silenzio, libert\u00e0 e natura. Qui Corona \u00e8 meno interessato a raccontare una vicenda e pi\u00f9 disposto a mettersi in discussione. Chi ama le pagine aforistiche e autobiografiche lo apprezzer\u00e0; chi cerca una struttura compatta potrebbe trovarlo dispersivo.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un libro da trattare con particolare attenzione \u00e8 <strong>Guida poco che devi bere<\/strong>, pubblicato nel 2023. Corona parte dalle proprie bevute passate per rivolgere ai giovani un avvertimento netto sull\u2019alcol, definito una presenza subdola e seducente. Non \u00e8 un manuale sanitario: \u00e8 una testimonianza personale, utile proprio perch\u00e9 non trasforma l\u2019eccesso in leggenda da osteria.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con <strong>Il passo del vento<\/strong>, scritto con Matteo Righetto, e con <strong>Arrampicare<\/strong> del 2022, l\u2019esperienza di montagna si fa riflessione sull\u2019esistenza. La scalata viene raccontata come attenzione, solidariet\u00e0 e conoscenza del limite. Sono i titoli pi\u00f9 indicati se il tuo interesse principale \u00e8 l\u2019alpinista Corona e non soltanto il romanziere. Da questa pluralit\u00e0 di registri si arriva naturalmente alla sua presenza pubblica, spesso pi\u00f9 rumorosa dei libri ma non sempre pi\u00f9 significativa.<\/p>\n\n<figure class=\"is-provider-youtube is-type-video wp-block-embed wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Lecco - Incontro con Mauro Corona\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/07pBgZuwpxE?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Mauro_Corona_in_televisione_e_le_nuove_uscite_come_leggere_un_autore_controverso\"><\/span>Mauro Corona in televisione e le nuove uscite: come leggere un autore controverso<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La <strong>televisione<\/strong> ha reso Mauro Corona familiare anche a chi non frequenta librerie e festival. Le apparizioni come ospite nei programmi di Bianca Berlinguer hanno consolidato un personaggio immediatamente riconoscibile: barba lunga, linguaggio netto, battute abrasive, difesa ostinata di un\u2019esistenza lontana dalle convenzioni. Questa esposizione ha portato lettori nuovi, ma ha anche creato un equivoco: pensare che i libri siano la semplice trascrizione delle sue uscite televisive.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non \u00e8 cos\u00ec. In video Corona privilegia il colpo rapido, la frase che divide e accende discussioni. Sulla pagina pu\u00f2 rallentare, ascoltare un morto, fermarsi su un animale o su un pezzo di legno. Certo, la continuit\u00e0 esiste: anche nei libri ci sono giudizi drastici, nostalgia per un mondo contadino e insofferenza verso certe abitudini contemporanee. Ma il narratore \u00e8 spesso pi\u00f9 vulnerabile del personaggio pubblico.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il lettore dovrebbe tenere insieme entrambe le cose, senza santificare n\u00e9 liquidare. Corona \u00e8 un autore controverso, e non tutte le sue posizioni pubbliche o formulazioni possono incontrare consenso. Questo non obbliga a ignorare ci\u00f2 che le opere fanno bene: custodire una memoria locale, rappresentare il rapporto tra esseri umani e ambiente, dare parola a figure marginali. Leggere con attenzione significa anche non trasformare l\u2019ammirazione in adesione automatica.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel catalogo recente, <strong>I sentieri degli aghi di pino<\/strong>, pubblicato da Mondadori nel 2025, mette al centro due fratelli educati dal nonno al rispetto degli alberi. Da adulti prendono direzioni opposte: la sorella difende l\u2019ambiente, il fratello trasforma la conoscenza del bosco in occasione di profitto. Il conflitto \u00e8 esplicito, quasi da parabola ecologica, ma il tema \u00e8 attuale: sapere riconoscere una pianta non garantisce di saperla rispettare.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019edizione iniziale ha fatto discutere per l\u2019assenza di alcune pagine, attribuita a un errore umano e poi corretta nelle ristampe. Per chi acquista il volume, vale la pena verificare di avere un\u2019edizione completa: non per collezionismo ossessivo, ma perch\u00e9 in un romanzo breve anche una manciata di pagine pu\u00f2 alterare il ritmo della vicenda.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per settembre 2026 Bompiani annuncia <strong>Felice<\/strong>, un libro particolarmente intimo dedicato al fratello minore dell\u2019autore, morto in Germania nel 1968 dopo essersi trasferito per cercare lavoro. La premessa narrativa immagina un incontro oltre la soglia della morte: Felice parla a Mauro e non gli risparmia rimproveri, verit\u00e0, ricordi. Il punto non \u00e8 l\u2019aldil\u00e0 come trovata fantastica, presente da tempo nella narrativa di Corona; \u00e8 il tentativo di misurarsi con un\u2019assenza familiare durata quasi sessant\u2019anni.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per chi ha letto <strong>Le altalene<\/strong>, <strong>Felice<\/strong> potrebbe rappresentare un passaggio ulteriore nel filone autobiografico e memoriale. Per chi non conosce affatto l\u2019autore, invece, potrebbe essere un ingresso emotivamente intenso ma non necessariamente il pi\u00f9 rappresentativo: meglio partire da <strong>Il volo della martora<\/strong> o <strong>Le voci del bosco<\/strong>, poi arrivare a questo confronto fraterno con maggiore consapevolezza.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La parabola di Corona dimostra che un autore pu\u00f2 diventare volto noto senza perdere del tutto la propria materia originaria. Il rischio della fama \u00e8 che il pubblico cerchi soltanto il personaggio; il guadagno della lettura \u00e8 scoprire dietro quella figura un archivio di voci, paesi, animali e persone che non hanno mai avuto un microfono. \u00c8 l\u00ec che l\u2019opera continua a parlare con pi\u00f9 forza.<\/p>\n\n\n<h3>Da quale libro iniziare a leggere Mauro Corona?<\/h3>\n<p>Per un primo incontro equilibrato, Il volo della martora \u00e8 una scelta solida: contiene il Vajont, la comunit\u00e0 di montagna, gli animali e la forma del racconto in cui Corona \u00e8 particolarmente efficace. Se preferisci una lettura pi\u00f9 contemplativa, scegli Le voci del bosco.<\/p>\n<h3>Qual \u00e8 il libro di Mauro Corona sul Vajont?<\/h3>\n<p>I fantasmi di pietra \u00e8 il romanzo pi\u00f9 direttamente legato a Erto e alle case rimaste dopo il disastro. Anche Il volo della martora e Vajont: quelli del dopo affrontano, con forme diverse, la memoria della tragedia del 9 ottobre 1963.<\/p>\n<h3>Mauro Corona scrive solo romanzi di montagna?<\/h3>\n<p>No. Pur avendo nella montagna e nella natura il suo nucleo pi\u00f9 riconoscibile, ha pubblicato raccolte di racconti, favole, poesia, testi autobiografici, riflessioni civili e libri dedicati all\u2019arrampicata.<\/p>\n<h3>Quale libro scegliere per conoscere Mauro Corona alpinista?<\/h3>\n<p>Arrampicare. Una storia di rocce, di sfide e d\u2019amore \u00e8 il titolo pi\u00f9 adatto: raccoglie esperienze di scalata e ragiona sul rischio, sulla paura, sulla solidariet\u00e0 e sul senso del limite.<\/p>\n<h3>Quando esce Felice di Mauro Corona?<\/h3>\n<p>Felice \u00e8 annunciato da Bompiani per la met\u00e0 di settembre 2026. Il libro affronta il ricordo del fratello Felice, morto giovane in Germania nel 1968, attraverso un dialogo narrativo con l\u2019assenza e la memoria.<\/p>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In breve Mauro Corona: vita, Vajont e radici di uno scrittore di montagna Per capire i libri di Mauro Corona conviene partire da un rumore: quello della notte del 9 ottobre 1963, quando la frana del monte Toc precipit\u00f2 nel bacino del Vajont e l\u2019onda invest\u00ec la valle, cancellando paesi e vite. Corona aveva tredici [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":220,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[18],"tags":[],"class_list":["post-214","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-interviste-autori"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/foreva.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/214","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/foreva.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/foreva.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/foreva.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/foreva.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=214"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/foreva.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/214\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":223,"href":"https:\/\/foreva.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/214\/revisions\/223"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/foreva.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/220"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/foreva.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=214"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/foreva.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=214"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/foreva.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=214"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}