{"id":689,"date":"2026-09-25T21:06:24","date_gmt":"2026-09-25T21:06:24","guid":{"rendered":"https:\/\/foreva.it\/blog\/recensioni\/scrittura-premio-nobel-fosse\/"},"modified":"2026-09-25T21:06:24","modified_gmt":"2026-09-25T21:06:24","slug":"scrittura-premio-nobel-fosse","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/foreva.it\/blog\/recensioni\/scrittura-premio-nobel-fosse\/","title":{"rendered":"Non si pu\u00f2 chiudere con un punto la scrittura del Premio Nobel Jon Fosse"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>In breve<\/strong><\/p>\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Il <strong>Premio Nobel per la Letteratura 2023<\/strong> ha riportato Jon Fosse al centro dell\u2019attenzione italiana, ma la sua voce era gi\u00e0 riconosciuta nel teatro europeo.<\/li><li>La sua narrativa lavora su ripetizione, silenzio, memoria, fede, lutto e identit\u00e0: non cerca l\u2019effetto, cerca ci\u00f2 che resta quando le parole sembrano insufficienti.<\/li><li>La <strong>Settologia<\/strong>, composta da sette parti, \u00e8 il luogo pi\u00f9 ampio e impegnativo in cui entrare nella sua scrittura senza punti fermi.<\/li><li><strong>Vaim<\/strong> prosegue il discorso di Fosse con personaggi legati al mare, all\u2019assenza e a una memoria che continua a tornare.<\/li><li>Fosse pu\u00f2 essere adatto a chi ama romanzi lenti, interiori e ritmici; non \u00e8 la scelta migliore per chi cerca una trama rapida o dialoghi realistici.<\/li><\/ul>\n\n<div id=\"ez-toc-container\" class=\"ez-toc-v2_0_87 counter-hierarchy ez-toc-counter ez-toc-grey ez-toc-container-direction\">\n<div class=\"ez-toc-title-container\">\n<p class=\"ez-toc-title\" style=\"cursor:inherit\">Sommaire<\/p>\n<span class=\"ez-toc-title-toggle\"><a href=\"#\" class=\"ez-toc-pull-right ez-toc-btn ez-toc-btn-xs ez-toc-btn-default ez-toc-toggle\" aria-label=\"Toggle Table of Content\"><span class=\"ez-toc-js-icon-con\"><span class=\"\"><span class=\"eztoc-hide\" style=\"display:none;\">Toggle<\/span><span class=\"ez-toc-icon-toggle-span\"><svg style=\"fill: #999;color:#999\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" class=\"list-377408\" width=\"20px\" height=\"20px\" viewBox=\"0 0 24 24\" fill=\"none\"><path d=\"M6 6H4v2h2V6zm14 0H8v2h12V6zM4 11h2v2H4v-2zm16 0H8v2h12v-2zM4 16h2v2H4v-2zm16 0H8v2h12v-2z\" fill=\"currentColor\"><\/path><\/svg><svg style=\"fill: #999;color:#999\" class=\"arrow-unsorted-368013\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" width=\"10px\" height=\"10px\" viewBox=\"0 0 24 24\" version=\"1.2\" baseProfile=\"tiny\"><path d=\"M18.2 9.3l-6.2-6.3-6.2 6.3c-.2.2-.3.4-.3.7s.1.5.3.7c.2.2.4.3.7.3h11c.3 0 .5-.1.7-.3.2-.2.3-.5.3-.7s-.1-.5-.3-.7zM5.8 14.7l6.2 6.3 6.2-6.3c.2-.2.3-.5.3-.7s-.1-.5-.3-.7c-.2-.2-.4-.3-.7-.3h-11c-.3 0-.5.1-.7.3-.2.2-.3.5-.3.7s.1.5.3.7z\"\/><\/svg><\/span><\/span><\/span><\/a><\/span><\/div>\n<nav><ul class='ez-toc-list ez-toc-list-level-1 eztoc-toggle-hide-by-default' ><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-1\" href=\"https:\/\/foreva.it\/blog\/recensioni\/scrittura-premio-nobel-fosse\/#Jon_Fosse_e_il_Premio_Nobel_perche_la_sua_scrittura_non_finisce_con_un_punto\" >Jon Fosse e il Premio Nobel: perch\u00e9 la sua scrittura non finisce con un punto<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-2\" href=\"https:\/\/foreva.it\/blog\/recensioni\/scrittura-premio-nobel-fosse\/#La_narrativa_di_Jon_Fosse_prima_e_dopo_il_Nobel_per_la_Letteratura\" >La narrativa di Jon Fosse prima e dopo il Nobel per la Letteratura<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-3\" href=\"https:\/\/foreva.it\/blog\/recensioni\/scrittura-premio-nobel-fosse\/#Settologia_di_Jon_Fosse_sette_parti_due_Asle_e_una_frase_che_respira\" >Settologia di Jon Fosse: sette parti, due Asle e una frase che respira<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-4\" href=\"https:\/\/foreva.it\/blog\/recensioni\/scrittura-premio-nobel-fosse\/#Vaim_di_Jon_Fosse_il_mare_lassenza_e_il_ritorno_alla_narrativa\" >Vaim di Jon Fosse: il mare, l\u2019assenza e il ritorno alla narrativa<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-5\" href=\"https:\/\/foreva.it\/blog\/recensioni\/scrittura-premio-nobel-fosse\/#Come_scegliere_un_romanzo_di_Jon_Fosse_e_ascoltare_il_suo_linguaggio_silenzioso\" >Come scegliere un romanzo di Jon Fosse e ascoltare il suo linguaggio silenzioso<\/a><\/li><\/ul><\/nav><\/div>\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Jon_Fosse_e_il_Premio_Nobel_perche_la_sua_scrittura_non_finisce_con_un_punto\"><\/span>Jon Fosse e il Premio Nobel: perch\u00e9 la sua scrittura non finisce con un punto<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci sono libri che chiedono di essere attraversati, altri che chiedono una pausa prima ancora di iniziare. La narrativa di <strong>Jon Fosse<\/strong> appartiene alla seconda specie: basta leggere poche righe per accorgersi che il tempo abituale della lettura non basta. Le frasi tornano, esitano, riprendono un gesto minuscolo, un nome, una luce oltre il vetro. Non \u00e8 un vezzo letterario, e nemmeno una prova di resistenza per lettori disciplinati: \u00e8 il modo con cui questo autore norvegese prova a stare accanto a ci\u00f2 che sfugge.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 5 ottobre 2023 l\u2019Accademia di Svezia gli ha assegnato il <strong>Premio Nobel per la Letteratura<\/strong> per opere innovative capaci di dare voce all\u2019indicibile. La formula \u00e8 stata ripetuta moltissimo, talvolta con la fretta con cui si ripetono le formule dei premi. Eppure, nel caso di Fosse, \u00e8 difficile trovarne una pi\u00f9 precisa. Nei suoi romanzi non accade sempre qualcosa di spettacolare; accade piuttosto che un uomo guardi la pioggia, ricordi una persona morta, percorra una strada lungo un fiordo, prepari il caff\u00e8, pensi a un quadro. Dentro quel poco, per\u00f2, si apre una vita intera.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nato a Haugesund il 29 settembre 1959, Fosse \u00e8 romanziere, drammaturgo, poeta, saggista, traduttore e autore anche di testi per l\u2019infanzia. Ridurlo alla sola etichetta di scrittore \u201cdifficile\u201d sarebbe un errore comodo. La sua prosa \u00e8 esigente, questo s\u00ec, ma non \u00e8 fredda n\u00e9 costruita per tenere il lettore fuori. Ha qualcosa di ostinato e domestico: una voce che torna su un ricordo perch\u00e9 non sa lasciarlo andare, come fa chi parla nella cucina vuota di una casa dove qualcuno non c\u2019\u00e8 pi\u00f9.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il paragone con Samuel Beckett, spesso usato per raccontare la sua produzione teatrale, illumina soltanto una parte del quadro. C\u2019\u00e8 in Fosse la scena ridotta all\u2019essenziale, il vuoto che pesa quanto un dialogo, l\u2019attesa che diventa materia. Ma c\u2019\u00e8 anche il mare norvegese, ci sono il cristianesimo, la pittura, le famiglie, le stanze illuminate in inverno. La sua cultura non vive di citazioni esibite: passa dalle cose quotidiane e dal loro lato segreto.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Immagina una lettrice chiamata Marta, abituata ai romanzi in cui ogni capitolo porta una rivelazione. Apre Fosse durante un viaggio in treno e, dopo dieci pagine, sente di non avere ancora \u201ccapito la storia\u201d. Se insiste cercando una trama da afferrare, si stancher\u00e0. Se invece accetta di seguire il ritmo della voce, forse scoprir\u00e0 che il vero movimento \u00e8 interiore: il protagonista non va lontano, ma torna a guardare ci\u00f2 che per anni ha evitato. Questo \u00e8 il patto che Fosse propone.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La mancanza del punto fermo nella <strong>Settologia<\/strong> non \u00e8 una provocazione grafica. Le virgole, le congiunzioni e le riprese fanno della frase un respiro lungo, talvolta affannato, talvolta quasi ipnotico. La punteggiatura non interrompe perch\u00e9 la mente di Asle, il pittore che guida l\u2019opera, non pu\u00f2 davvero interrompersi: il lutto, la fede e il desiderio di capire tornano senza un ordine definitivo. Una vita non mette il punto alle sue domande soltanto perch\u00e9 una pagina deve chiudersi.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa scelta non rende il testo indistinto. Al contrario, obbliga ad ascoltare le variazioni. Una frase ripetuta cambia peso dopo una pagina; il ricordo di Ales, la moglie scomparsa, non ha lo stesso colore quando emerge accanto alla neve, al vetro appannato o a una tela dipinta. Fosse conosce bene la forza della ripetizione nella poesia e nel teatro: un gesto rifatto non \u00e8 mai identico, porta con s\u00e9 il tempo trascorso.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per chi vuole avvicinarsi alla sua <strong>letteratura<\/strong>, vale la pena abbandonare l\u2019ansia di classificare subito ogni elemento. Non occorre decidere se una scena sia realistica, visionaria o religiosa al primo passaggio. Occorre restare nella frase. \u00c8 una richiesta insolita, ma onesta: Fosse non vende certezze ordinate, offre una forma in cui l\u2019incertezza pu\u00f2 essere guardata senza essere subito risolta.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La sua scrittura non elimina il silenzio: gli costruisce intorno una stanza in cui possa finalmente farsi sentire.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"La_narrativa_di_Jon_Fosse_prima_e_dopo_il_Nobel_per_la_Letteratura\"><\/span>La narrativa di Jon Fosse prima e dopo il Nobel per la Letteratura<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prima della consacrazione del 2023, Jon Fosse era gi\u00e0 una presenza solida per chi frequentava il teatro contemporaneo. Le sue opere venivano messe in scena in molti paesi, e il suo nome circolava da anni fra registi, traduttori e spettatori attenti alla parola detta. Il Nobel ha per\u00f2 fatto un\u2019altra cosa: ha spinto molti lettori italiani verso i romanzi, cio\u00e8 verso una parte dell\u2019opera meno immediata da raccontare ma spesso pi\u00f9 intima.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In Italia il suo percorso editoriale \u00e8 passato anche da Fandango, che ha pubblicato <strong>Melancholia<\/strong> nel 2009 e <strong>Insonni<\/strong> nel 2011, entrambi tradotti da Cristina Falcinella. Non sono titoli da trattare come semplici anticipazioni del Nobel. Hanno avuto una vita propria, incontrando lettori pronti a una narrativa rarefatta e altri rimasti comprensibilmente sulla soglia. Il tempo, come accade con i libri che non inseguono l\u2019attualit\u00e0, ha allargato il loro spazio.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Melancholia<\/strong> entra nella vita del pittore Lars Hertervig, artista norvegese dell\u2019Ottocento, e ne segue la fragilit\u00e0 mentale, l\u2019ossessione, la percezione alterata. \u00c8 un romanzo che tocca temi sensibili, tra sofferenza psichica, isolamento e crisi personale, senza trasformarli in spettacolo. Fosse non usa il dolore per imporre commozione: resta molto vicino ai pensieri del personaggio, mostrando quanto possa essere difficile tenere insieme desiderio, arte e realt\u00e0.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Insonni<\/strong>, invece, offre una porta d\u2019ingresso relativamente pi\u00f9 breve. Racconta Asle e Alida, giovani senza una casa e con una gravidanza da proteggere, in un paesaggio duro e poco accogliente. Anche qui la lingua lavora per sottrazione. La vicenda ha una tensione quasi arcaica, da ballata scura, ma il romanzo non punta sul colpo di scena. Interessa il loro procedere, il modo in cui l\u2019amore e la paura stanno nello stesso gesto.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con La nave di Teseo, la presenza italiana di Fosse si \u00e8 fatta pi\u00f9 continua. Sono arrivati <strong>Mattino e sera<\/strong> nel 2019, <strong>L\u2019altro nome<\/strong> nel 2021, <strong>Io \u00e8 un altro<\/strong> nel 2023 e poi la parte finale della Settologia, tradotta da Margherita Podest\u00e0 Heir. Nel dicembre 2023 \u00e8 tornato disponibile anche <strong>Melancholia<\/strong> in una nuova edizione. Questa continuit\u00e0 conta perch\u00e9 un autore come Fosse non si capisce per slogan: serve poter passare da un titolo all\u2019altro e riconoscere le sue domande, senza immaginare che siano tutte risolte nello stesso romanzo.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Mattino e sera<\/strong> \u00e8 forse il titolo da proporre a chi desidera prima capire il suo tono. Racconta la nascita e la morte di Johannes con una semplicit\u00e0 solo apparente. La vita viene guardata come una soglia: prima l\u2019ingresso nel mondo, poi l\u2019uscita, con le presenze amate che sembrano vicine e lontane nello stesso istante. \u00c8 breve, ma non va letto di corsa. Le sue pagine chiedono silenzio, soprattutto nella seconda parte, dove il confine fra esperienza concreta e passaggio spirituale si fa sottile.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non tutti i lettori cercano la stessa cosa. Chi ama le storie d\u2019amore raccontate attraverso frasi memorabili e dialoghi brillanti trover\u00e0 un\u2019altra strada nella selezione di <a href=\"https:\/\/foreva.it\/blog\/recensioni\/frasi-romantiche-letteratura\/\">frasi romantiche nella letteratura<\/a>. Fosse parla spesso di legami, desiderio e fedelt\u00e0, ma non consegna aforismi da sottolineare con facilit\u00e0. Il suo amore \u00e8 fatto di memoria, assenza, cure minime e nomi ripetuti nel buio.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il suo lavoro teatrale merita di essere considerato insieme alla prosa. In italiano sono disponibili, tra gli altri, <strong>Teatro<\/strong> pubblicato da Editoria &amp; Spettacolo nel 2006 e curato da Rodolfo di Giammarco, <strong>Tre drammi<\/strong> uscito per Titivillus nel 2012, e volumi Cue Press come <strong>Saggi gnostici<\/strong>, <strong>Caldo<\/strong> e il pi\u00f9 recente <strong>Teatro<\/strong>. Leggerli aiuta a capire da dove arrivi la precisione scenica dei romanzi: una porta che si apre, un corpo fermo, una frase ripetuta possono occupare tutta la scena.<\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table>\n<thead>\n<tr>\n<th>Opera<\/th>\n<th>Che cosa mette al centro<\/th>\n<th>Per quale lettore pu\u00f2 funzionare<\/th>\n<\/tr>\n<\/thead>\n<tbody>\n<tr>\n<td>Mattino e sera<\/td>\n<td>Nascita, morte, soglia spirituale<\/td>\n<td>Chi cerca un primo incontro breve e intenso<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Insonni<\/td>\n<td>Amore, precariet\u00e0, fuga<\/td>\n<td>Chi ama le atmosfere di fiaba cupa<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Melancholia<\/td>\n<td>Arte, ossessione, fragilit\u00e0<\/td>\n<td>Chi tollera una forte immersione mentale<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Settologia<\/td>\n<td>Identit\u00e0, lutto, fede, pittura<\/td>\n<td>Chi \u00e8 disposto a una lettura lenta e lunga<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Vaim<\/td>\n<td>Mare, memoria, assenza<\/td>\n<td>Chi conosce gi\u00e0 il suo ritmo o desidera ascoltarlo senza fretta<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table><\/figure>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La traiettoria editoriale di Fosse insegna una cosa semplice: non esiste un solo modo corretto di incontrare un autore. Chi parte da <strong>Mattino e sera<\/strong> pu\u00f2 arrivare alla Settologia con pi\u00f9 strumenti; chi entra da <strong>Vaim<\/strong> pu\u00f2 risalire verso i romanzi precedenti inseguendo certe immagini. L\u2019importante \u00e8 non confondere la lentezza con l\u2019immobilit\u00e0. Nella sua narrativa, sotto la superficie calma, il tempo continua a muoversi.<\/p>\n\n<figure class=\"is-provider-youtube is-type-video wp-block-embed wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\nhttps:\/\/www.youtube.com\/watch?v=AtT9AyyBBlo\n<\/div><\/figure>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Settologia_di_Jon_Fosse_sette_parti_due_Asle_e_una_frase_che_respira\"><\/span>Settologia di Jon Fosse: sette parti, due Asle e una frase che respira<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La <strong>Settologia<\/strong> \u00e8 il luogo in cui Jon Fosse porta al limite, senza irrigidirla, la propria idea di romanzo. \u00c8 un\u2019opera composta da sette parti, pubblicata in Italia in tre volumi: <strong>L\u2019altro nome<\/strong>, <strong>Io \u00e8 un altro<\/strong> e <strong>Un nuovo nome<\/strong>. Non \u00e8 un romanzo da prendere come si prenderebbe un thriller in vacanza, con l\u2019aspettativa di avanzare a forza di capitoli. \u00c8 un lungo stare accanto a una coscienza, un quadro davanti agli occhi, una strada bagnata, un rosario fra le dita.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il protagonista \u00e8 Asle, pittore vedovo che vive sulla costa occidentale della Norvegia. Sta attraversando gli ultimi giorni dell\u2019anno e continua a tornare con il pensiero a sua moglie Ales, morta da tempo. Il presente \u00e8 ristretto: il vicino \u00c5sleik, il gallerista Beyer, l\u2019atelier, la casa, il tragitto in auto sotto la pioggia. Eppure quel presente basta ad aprire decenni di ricordi: l\u2019infanzia, gli incontri, la scoperta della pittura, le paure, le persone che hanno segnato o ferito il suo cammino.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Accanto a lui esiste un altro Asle, pittore come lui e suo doppio inquietante, consumato dall\u2019alcol. Non va letto soltanto come un espediente narrativo. \u00c8 una possibilit\u00e0 incarnata: l\u2019uomo che il protagonista avrebbe potuto diventare, o forse una parte di s\u00e9 che non vuole riconoscere. Fosse non risolve il rapporto tra i due con una spiegazione netta. Lo lascia vibrare, proprio come una figura intravista nel riflesso di una vetrina: sembra reale, ma cambia quando ci si avvicina.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In <strong>L\u2019altro nome<\/strong>, Asle ripercorre il legame con Ales e il rapporto quasi fisico con la pittura. Quando ragiona sulle immagini da dipingere, non parla di tecnica per impressionare il lettore. Parla della necessit\u00e0 di raggiungere una luce che contenga anche l\u2019ombra. Per lui un quadro non deve semplicemente riprodurre un soggetto: deve farlo dissolvere, lasciare che diventi parte dell\u2019immagine interiore. \u00c8 un\u2019idea che descrive anche la scrittura di Fosse: non fissare i ricordi come fotografie, ma permettere loro di mutare.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il testo non usa punti fermi, e questo dettaglio va affrontato senza mitologia. All\u2019inizio pu\u00f2 creare fatica. L\u2019occhio cerca uno stop, la mente desidera dividere le informazioni. Poi si capisce che le pause esistono comunque: sono affidate alle ripetizioni, alle domande, ai cambi di prospettiva, ai nomi che ricompaiono. \u00c8 un po\u2019 come ascoltare il rumore dei tergicristalli durante un viaggio notturno: sempre uguale e mai uguale, capace di scandire una strada che non si vede interamente.<\/p>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Come leggere la Settologia senza farsi respingere dalla forma<\/h3>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un piccolo metodo pratico pu\u00f2 aiutare, soprattutto chi sente soggezione davanti a un romanzo cos\u00ec esteso. Non \u00e8 una ricetta, perch\u00e9 ogni lettura ha il suo passo, ma evita l\u2019errore pi\u00f9 frequente: trattare Fosse come una prova da superare. La Settologia non premia chi corre; premia chi torna, magari il giorno dopo, su una pagina che sembrava opaca e ha cominciato a lasciare intravedere qualcosa.<\/p>\n\n<ol class=\"wp-block-list\"><li><strong>Leggi poche pagine per volta<\/strong>: dieci o quindici possono essere sufficienti, se lette con attenzione.<\/li><li><strong>Non inseguire ogni riferimento<\/strong>: lascia che alcuni nomi e ricordi restino momentaneamente sospesi.<\/li><li><strong>Segui gli oggetti ricorrenti<\/strong>: il quadro, l\u2019automobile, la pioggia, il rosario e le finestre sono coordinate emotive.<\/li><li><strong>Accetta le riprese<\/strong>: quando una frase torna, chiediti che cosa \u00e8 cambiato intorno a lei.<\/li><li><strong>Fermati quando il ritmo lo chiede<\/strong>: qui interrompere non significa abbandonare, ma dare spazio all\u2019eco.<\/li><\/ol>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In <strong>Io \u00e8 un altro<\/strong>, che raccoglie le parti centrali dell\u2019opera, il passato entra con pi\u00f9 insistenza. Ci sono le prove di una rock band, le sigarette dell\u2019adolescenza, i primi innamoramenti e figure minacciose come Testa Pelata. Il tono pu\u00f2 apparire pi\u00f9 lineare rispetto alla prima parte, ma non si trasforma in narrativa convenzionale. Le memorie emergono come oggetti restituiti dalla risacca: insieme a cose preziose, arrivano detriti, vergogna e paura.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La preghiera che chiude le sezioni funziona quasi come un sipario teatrale. Non risolve i conflitti e non impone una risposta religiosa al lettore. Segna piuttosto un ritmo, una forma di resistenza al caos. Fosse, cresciuto nella Chiesa luterana e poi avvicinatosi al cattolicesimo, porta nella pagina una spiritualit\u00e0 concreta, fatta di corpi stanchi, abitudini, colpa e speranza. Anche chi non condivide questa prospettiva pu\u00f2 riconoscere la seriet\u00e0 con cui viene affrontata.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Un nuovo nome<\/strong> conduce il viaggio verso un punto in cui l\u2019identit\u00e0 dei due Asle e il passato del narratore diventano ancora pi\u00f9 porosi. Non tutto viene spiegato, e sarebbe contrario al progetto dell\u2019opera aspettarsi una soluzione ordinata. La Settologia non chiede: \u201cchi \u00e8 davvero Asle?\u201d come farebbe un giallo. Chiede piuttosto: quante vite possibili restano dentro una persona, e quanto del passato continua a dipingere il presente?<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il suo gesto pi\u00f9 radicale non \u00e8 togliere i punti: \u00e8 ricordare che una coscienza non procede mai in linea retta.<\/p>\n\n<figure class=\"is-provider-youtube is-type-video wp-block-embed wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"A JON FOSSE IL PREMIO NOBEL PER LA LETTERATURA 2023\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/1uzcKMMyp6E?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Vaim_di_Jon_Fosse_il_mare_lassenza_e_il_ritorno_alla_narrativa\"><\/span>Vaim di Jon Fosse: il mare, l\u2019assenza e il ritorno alla narrativa<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con <strong>Vaim<\/strong>, pubblicato in Italia da La nave di Teseo nella traduzione di Margherita Podest\u00e0 Heir, Jon Fosse torna al romanzo dopo il Premio Nobel senza cambiare pelle per rispondere alla nuova notoriet\u00e0. \u00c8 una buona notizia, perch\u00e9 sarebbe stato facile aspettarsi un\u2019opera pi\u00f9 esplicativa, pi\u00f9 accomodante, quasi costruita per chi arriva dopo la medaglia svedese. Fosse fa il contrario: continua a lavorare sul margine fra voce e silenzio, portando il lettore sulla costa norvegese e lasciando che il mare faccia il suo mestiere, quello di restituire e cancellare.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il romanzo segue Jatgeir, Elias e Frank, tre figure legate da un\u2019assenza e da ricordi che non smettono di risuonare. Dire di pi\u00f9 sulla trama significherebbe snaturare il libro, perch\u00e9 qui gli eventi non sono monete da spendere in anticipo. Ci\u00f2 che conta \u00e8 il modo in cui ogni personaggio porta il proprio passato: non come archivio ordinato, ma come un suono che ritorna quando tutto intorno sembra essersi quietato.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il titolo stesso ha una qualit\u00e0 breve, quasi elementare. In Fosse i nomi non sono semplici cartellini: hanno un peso fonetico, una durata, un\u2019ombra. In <strong>Vaim<\/strong> la lingua tende all\u2019essenziale. Le frasi non spiegano pi\u00f9 del necessario e la ripetizione costruisce una specie di marea. Non \u00e8 un linguaggio povero: \u00e8 un linguaggio spogliato del superfluo, attento a quel che un personaggio riesce davvero a dire quando ha davanti una perdita.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo rende il romanzo adatto a chi, dopo la Settologia, desidera ritrovare i motivi fondamentali di Fosse in una forma diversa: il paesaggio marino, l\u2019identit\u00e0 che vacilla, l\u2019amore come memoria, la domanda spirituale non esibita. Pu\u00f2 funzionare anche come primo incontro? S\u00ec, ma a una condizione: non bisogna aspettarsi che faccia da guida introduttiva all\u2019intera opera. Vaim non presenta Fosse, lo pratica. Offre la sua voce cos\u00ec com\u2019\u00e8, con le sue pause e la sua ostinazione.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per Marta, la lettrice immaginaria che aveva incontrato Asle sul treno, Vaim potrebbe arrivare dopo qualche mese. Ha gi\u00e0 capito che con Fosse non serve prendere appunti su ogni snodo. Apre il romanzo in una sera piovosa e riconosce qualcosa: la sensazione che il paesaggio non sia uno sfondo, ma una presenza. Il mare non \u201crappresenta\u201d soltanto la solitudine; porta un ritmo esterno dentro la mente dei personaggi. \u00c8 un modo semplice e potente di far coincidere forma e materia.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vale anche la pena notare che Vaim non trasforma il dolore in un pretesto estetico. L\u2019assenza pesa, ma non viene gonfiata con frasi solenni. Questa sobriet\u00e0 \u00e8 una delle qualit\u00e0 dell\u2019autore. Quando scrive di lutto, non pretende di consolare. Quando sfiora la fede, non cerca di convertire. Quando mette in scena un ricordo, non garantisce che sia accurato. Lascia che le persone stiano dentro le loro contraddizioni, e questa scelta d\u00e0 ai suoi romanzi una delicatezza non sentimentale.<\/p>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Per chi Vaim \u00e8 una scelta giusta e per chi no<\/h3>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Vaim<\/strong> \u00e8 una scelta giusta per chi apprezza la poesia nella prosa, purch\u00e9 la parola poesia non faccia pensare a decorazioni. Qui la <strong>poesia<\/strong> \u00e8 ritmo, ascolto, ritorno di immagini. \u00c8 adatto a chi ha amato autori capaci di far parlare i luoghi, a chi desidera una lettura concentrata e non troppo rumorosa, a chi sa lasciare in sospeso una domanda senza viverla come una mancanza.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non \u00e8 invece il titolo ideale per chi cerca un romanzo di intreccio, un racconto corale pieno di svolte o un\u2019ambientazione nordica da cartolina. I fiordi e le coste non servono a vendere un\u2019idea pittoresca della Norvegia. Sono luoghi esposti al vento e alla memoria, luoghi in cui le distanze hanno un peso fisico. Se vuoi paesaggi pi\u00f9 ricchi di azione o una narrativa che usi il mistero come motore, Fosse pu\u00f2 lasciarti insoddisfatto.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chi arriva alla letteratura nordica attraverso altri percorsi pu\u00f2 trovare utile anche il confronto con tradizioni molto diverse. I <a href=\"https:\/\/foreva.it\/blog\/recensioni\/letteratura-giapponese-classici\/\">classici della letteratura giapponese<\/a>, per esempio, mostrano spesso un\u2019attenzione altrettanto intensa al non detto, alle stagioni, agli oggetti e alle separazioni, pur con storie, forme e contesti lontanissimi da Fosse. Non \u00e8 un paragone per appiattire due culture: \u00e8 un invito a riconoscere quanto il silenzio possa diventare materia narrativa in modi differenti.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vaim conferma che, per questo autore, la parola non \u00e8 una chiave capace di aprire ogni porta. \u00c8 piuttosto un modo per custodire una stanza chiusa senza fingere che sia vuota.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Come_scegliere_un_romanzo_di_Jon_Fosse_e_ascoltare_il_suo_linguaggio_silenzioso\"><\/span>Come scegliere un romanzo di Jon Fosse e ascoltare il suo linguaggio silenzioso<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La domanda utile non \u00e8 \u201cda quale libro bisogna cominciare?\u201d, come se esistesse una sola porta legittima. La domanda pi\u00f9 onesta \u00e8: <strong>che cosa stai cercando oggi nella lettura?<\/strong> Jon Fosse offre esperienze diverse dentro una coerenza fortissima. Cambiano le dimensioni, le voci, le situazioni; restano una fiducia radicale nel ritmo e una diffidenza verso le spiegazioni troppo pulite.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se desideri un libro breve ma capace di restare addosso, <strong>Mattino e sera<\/strong> \u00e8 probabilmente la scelta pi\u00f9 equilibrata. Parla di nascita e morte senza fare della vita un teorema. \u00c8 adatto anche a chi non ha mai letto Fosse, purch\u00e9 affronti le pagine senza cercare subito di trasformarle in una tesi sul senso dell\u2019esistenza. La forza sta proprio nella concretezza: un uomo, una casa, una barca, persone amate che affiorano ai limiti della percezione.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se invece ti interessa la figura dell\u2019artista e sei disposto a entrare in un territorio psicologicamente pi\u00f9 fragile, <strong>Melancholia<\/strong> offre un incontro intenso. \u00c8 un testo da maneggiare con attenzione per i temi della sofferenza mentale e dell\u2019isolamento. Non promette un ritratto rassicurante, ma osserva dall\u2019interno il rapporto fra un uomo e le immagini che lo perseguitano. Per chi ama la narrativa sull\u2019arte, \u00e8 un passaggio importante perch\u00e9 Fosse non idealizza il pittore: ne mostra anche l\u2019impotenza e lo smarrimento.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per chi vuole sentire la matrice quasi orale della sua prosa, <strong>Insonni<\/strong> \u00e8 una scelta limpida. Il romanzo ha una tensione pi\u00f9 immediata, anche se non rinuncia alla sua musica lenta. La giovane coppia al centro della vicenda \u00e8 in movimento, esposta alla durezza del mondo; tuttavia Fosse non abbandona mai il suo sguardo sulle pause e sulla vulnerabilit\u00e0. \u00c8 un buon ponte fra chi viene da romanzi pi\u00f9 narrativi e chi vuole capire la sua voce.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La <strong>Settologia<\/strong> resta invece consigliabile a chi ha gi\u00e0 sentito, almeno una volta, che una pagina pu\u00f2 valere per il suo andamento e non soltanto per ci\u00f2 che racconta. Non occorre avere competenze accademiche. Serve tempo, e la disponibilit\u00e0 a non leggere sempre con lo stesso metro. Un lettore che ama sottolineare pu\u00f2 trovare molte frasi magnetiche, ma dovrebbe evitare di staccarle dal loro flusso: in Fosse una frase vive anche del ritorno che la precede e di quello che la seguir\u00e0.<\/p>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Un autore da ascoltare anche attraverso il teatro<\/h3>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il teatro aiuta a capire perch\u00e9 nei romanzi di Fosse i dialoghi non funzionino come conversazioni naturalistiche. Le sue battute spesso sembrano avvicinarsi e allontanarsi, come due persone che parlano della stessa cosa senza riuscire a nominarla. Nei testi drammatici la ripetizione crea tensione scenica; nella prosa, la stessa tecnica diventa movimento mentale. Leggere un suo dramma dopo un romanzo permette di vedere il filo che unisce i due lavori.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una ricerca video di una messinscena o di una lettura pubblica pu\u00f2 essere utile, non per \u201cspiegare\u201d ci\u00f2 che hai letto, ma per ascoltarne la respirazione. La voce rende evidenti le pause che sulla pagina sembrano invisibili. In questo senso Fosse \u00e8 un autore molto scritto, ma anche profondamente sonoro: la frase chiede un orecchio, non soltanto uno sguardo.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La sua lezione, per chi ama la cultura letteraria senza volerla trasformare in un museo, \u00e8 semplice e severa. Un romanzo non deve sempre riempire il silenzio. Pu\u00f2 anche lasciargli spazio, trattarlo come una presenza e non come un difetto. In un\u2019epoca abituata a spiegare tutto subito, questa scelta pu\u00f2 sembrare controcorrente; proprio per questo continua a parlare a lettori diversi.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non serve amare ogni pagina di Jon Fosse per riconoscere la sua coerenza. Alcuni troveranno la sua scrittura troppo circolare, altri sentiranno che il ritmo li porta lontano. Entrambe le reazioni sono legittime. L\u2019importante \u00e8 non liquidare quella voce perch\u00e9 non offre scorciatoie: ha scelto di abitare il punto in cui una storia non termina davvero, ma continua a fare luce nel buio.<\/p>\n\n<script type=\"application\/ld+json\">\n{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@type\":\"FAQPage\",\"mainEntity\":[{\"@type\":\"Question\",\"name\":\"Perchu00e9 Jon Fosse non usa il punto fermo nella Settologia?\",\"acceptedAnswer\":{\"@type\":\"Answer\",\"text\":\"Lu2019assenza del punto fermo accompagna un flusso di coscienza continuo. 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Insonni \u00e8 adatto a chi preferisce una vicenda pi\u00f9 tesa, mentre la Settologia \u00e8 indicata a chi cerca un\u2019immersione lunga e lenta.<\/p>\n<h3>Di cosa parla Vaim di Jon Fosse?<\/h3>\n<p>Vaim segue Jatgeir, Elias e Frank lungo le coste norvegesi, uniti da un\u2019assenza e da una memoria che continua a tornare. Il romanzo mette al centro il tempo, la perdita, il mare e il valore delle pause.<\/p>\n<h3>Jon Fosse scrive solo romanzi?<\/h3>\n<p>No. \u00c8 anche drammaturgo, poeta, saggista, traduttore e autore di libri per ragazzi. La sua esperienza teatrale \u00e8 essenziale per comprendere il ritmo, le ripetizioni e l\u2019uso del silenzio presenti nella narrativa.<\/p>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In breve Jon Fosse e il Premio Nobel: perch\u00e9 la sua scrittura non finisce con un punto Ci sono libri che chiedono di essere attraversati, altri che chiedono una pausa prima ancora di iniziare. 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