M. Gli ultimi giorni dell’Europa, di Antonio Scurati
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M. Gli ultimi giorni dell’Europa, di Antonio Scurati

Sono tre, a oggi, i volumi nei quali Antonio Scurati approfondisce la figura di Benito Mussolini negli anni centrali della sua attività politica e umana, e M. Gli ultimi giorni dell’Europain libreria per Bompiani – è, a mio parere, il migliore.

M. Il figlio del secolo mi aveva agganciata immediatamente, mentre avevo faticato con M. L’uomo della provvidenza, meno fluido nell’esposizione e fiacco in alcuni tratti, ma non nego di avere atteso con molta curiosità quello che doveva essere l’ultimo volume di una trilogia che invece è diventata una tetralogia – con somma gioia di noi lettori appassionati di questa serie –

Gli anni narrati in M. Gli ultimi giorni dell’Europa sono quelli che vanno dal 1938 al 1940, ovvero il triennio in cui Mussolini, in bilico tra la consapevolezza dei limiti propri e del suo esercito, arranca comunque dietro alla figura di Hitler illudendosi di poter realmente incidere nella politica europea. Sono gli anni della promulgazione delle leggi razziali, della sfrenata propaganda fascista, dell’esibizione del potere e delle visite ufficiali sull’asse Roma-Berlino.

Conosciamo tutti questi fatti, li abbiamo studiati nei libri di scuola, e quindi dove sta il valore aggiunto di questa lettura? Nelle pieghe.

È dove le nozioni si fermano che arriva la conoscenza vera, è nel racconto di cosa ha determinato azioni precise che si scopre la verità, che in questo caso va oltre il nozionismo.

La verità è nella resa materica dei corpi, nell’inclinazione delle voci, nel modo di indossare gli abiti, e soprattutto nei pensieri che scorrono dietro a ogni decisione.

Ci sono due grandi blocchi in questo terzo volume: quello che riguarda il lato fascista interventista, e che comprende i vari Galeazzo Ciano, Edda Mussolini, una schiera di politici, di militari e di cittadini, e quello che ha invece a che fare con i fuoriusciti, soprattutto ebrei ma anche uomini di senno che comprendono lo sfacelo imminente, e che trova massima espressione in Margherita Sarfatti, l’amante di Mussolini poi scalzata da Claretta Petacci, che è costretta a fuggire dall’Italia.

Adesso è così facile decidere da che parte stare, ma leggendo queste pagine ciò che emerge con forza è la precarietà del momento: cade in inganno chi crede che la linea fascista sia stata lineare e priva di incertezze, perché si è trattato invece di un percorso che più di qualche volta avrebbe potuto essere invertito ma che, purtroppo, ha ceduto all’abbaglio del potere.

Questo rende meno abietto Mussolini? Assolutamente no.

Sono pagine drammatiche quelle in cui la consapevolezza di non avere né peso politico in ambito internazionale né un esercito in grado di affrontare un conflitto, non è sufficiente a fermare il Duce, e fa ancora rabbrividire, un secolo dopo, rileggere le parole del suo discorso pronunciato dal balcone di palazzo Venezia a Roma. Era il 10 giugno del 1940 e Mussolini, entrava in guerra a fianco della Germania contro Francia e Inghilterra parlando di “decisioni irrevocabili”.

Era l’inizio della guerra, era la fine del mondo per come si era fino ad allora conosciuto.  

Scurati, Antonio, M. Gli ultimi giorni dell’Europa, Bompiani, 2022, pp. 432, euro 24,00

Antonio Scurati è nato a Napoli nel 1969, è cresciuto tra Venezia e Ravello e vive a Milano. Docente all’Università IULM, editorialista del Corriere della Sera, ha vinto i principali premi letterari italiani ed è tradotto in tutto il mondo. Esordisce nel 2002 con Il rumore sordo della battaglia, poi pubblica nel 2005 Il sopravvissuto (Premio Campiello) e negli anni seguenti Una storia romantica (Premio SuperMondello), Il bambino che sognava la fine del mondo (2009), La seconda mezzanotte (2011), Il padre infedele (2013), Il tempo migliore della nostra vita (Premio Viareggio-Rèpaci e Premio Selezione Campiello). Del 2006 è il saggio La letteratura dell’inesperienza, seguito da altri studi, tra cui la monografia Guerra. Il grande racconto delle armi da Omero ai giorni nostri. Scurati è con-direttore scientifico del Master in Arti del Racconto. Del 2018 è M. Il figlio del secolo, primo romanzo dedicato al fascismo e a Benito Mussolini: in vetta alle classifiche per due anni consecutivi, vincitore del Premio Strega 2019, è in corso di traduzione in quaranta paesi e diventerà una serie televisiva. Del 2020 è M. L’uomo della provvidenza, e del 2022 M. Gli ultimi giorni dell’Europa.

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