Il passeggero
C'è qualcosa di solenne e spettrale nell'addentrarsi nelle pagine de 'Il passeggero'. È il primo capitolo del dittico con cui McCarthy si è congedato dal mondo, un'opera monumentale che abbandona i caldi deserti del Texas per sprofondare nelle acque gelide del Golfo del Messico e nei meandri ancora più oscuri della mente umana. Bobby Western, salvatore subacqueo con un passato da pilota di Formula 2, scopre un aereo sommerso dove manca una persona e la scatola nera. Da qui, quello che sembrava l'incipit di un thriller mozzafiato si dissolve, fedele allo stile di McCarthy, in una ricerca esistenziale priva di risposte facili.
Il romanzo vive di atmosfere rarefatte, dialoghi ridotti all'osso, interrotti dalle visioni allucinatorie di Alicia, la sorella matematica di Bobby morta suicida, con cui condivideva un amore impossibile e proibito. La scrittura di McCarthy è magnetica, intrisa di una malinconia cosmica che non lascia scampo. Non aspettatevi la risoluzione del mistero iniziale: a McCarthy non interessa chi ha nascosto il passeggero mancante, ma l'impossibilità stessa per l'essere umano di afferrare la realtà.
“Sapeva che alla fine del mondo non ci sarebbero stati sopravvissuti, ma il fatto che non ci fossero testimoni era la cosa che più lo tormentava.”
— Bobby Western
Le digressioni scientifiche sulla fisica quantistica si intrecciano con descrizioni di bar fumosi e solitudini infinite. È un libro denso, faticoso a tratti, ma incredibilmente generoso di visioni. Non è un libro per chi cerca l'evasione facile, ma per chi esige dalla letteratura una scossa profonda, un'esperienza che rimanga attaccata alla pelle come l'umidità delle paludi della Louisiana.
Cosa ci ha convinto
- Scrittura lirica e di un'intensità ineguagliabile
- La figura tragica e indimenticabile di Bobby Western
- Riflessioni filosofiche e scientifiche fuse magnificamente
Cosa lascia perplessi
- La trama mystery svanisce a metà, deludendo chi cerca un thriller classico
- Richiede estrema concentrazione nei passaggi matematici
Il Verdetto di forEva
Un capolavoro assoluto della letteratura tardiva, claustrofobico e poetico. McCarthy ci lascia un vuoto incolmabile, ma anche una bussola preziosa per navigare la nostra oscurità.