La misura del tempo
Gianrico Carofiglio, con la sua scrittura limpida e la profonda conoscenza dei meccanismi processuali, ha creato con Guido Guerrieri uno dei personaggi più amati della narrativa italiana contemporanea. In 'La misura del tempo', finalista al Premio Strega, Guerrieri si trova ad affrontare una causa apparentemente persa: difendere il figlio di Lorenza, una donna che in passato era stata una sua grande e tormentata passione amorosa. Il ragazzo è accusato dell'omicidio di uno spacciatore, e le prove contro di lui sembrano schiaccianti.
Il romanzo si muove su due binari temporali: il presente del processo, descritto con un realismo tecnico encomiabile che svela l'ipocrisia del sistema giudiziario, e il passato degli anni Ottanta, evocato attraverso la memoria di una Bari nebbiosa e vitale. Guerrieri non è un eroe senza macchia: è un uomo di mezza età stanco, incline alla malinconia, che combatte contro l'insonnia e i bilanci esistenziali.
“La giovinezza non finisce quando si smette di essere giovani, ma quando si capisce che il tempo non è infinito.”
— Guido Guerrieri
La forza del romanzo risiede proprio in questa fusione tra indagine giudiziaria e scavo psicologico. Carofiglio scrive un saggio romanzato sul tempo, sulla memoria che inganna e sulla ricerca ostinata di una verità che sia almeno umana, se non assoluta.
Cosa ci ha convinto
- La descrizione del dibattimento in aula è un capolavoro di realismo
- La psicologia complessa e matura del protagonista
- Una scrittura elegante, nitida e priva di compiacimenti
Cosa lascia perplessi
- Chi cerca un ritmo d'azione serrato potrebbe trovare eccessivi i tempi morti del processo
Il Verdetto di forEva
Un legal thriller intimo, pervaso da una malinconia bellissima. Carofiglio si conferma maestro di stile ed equilibrio narrativo.