Le notti di Salem
Scritto a metà degli anni Settanta, 'Le notti di Salem' (Salem's Lot) rimane, a distanza di quasi cinquant'anni, uno dei vertici assoluti della letteratura horror e thriller mondiale. King riprende il mito di Dracula di Bram Stoker e lo trapianta nella provincia americana, in una cittadina fittizia del Maine destinata a diventare il prototipo di tutti i luoghi kinghiani. Ben Mears, uno scrittore tormentato dal proprio passato, torna a Salem per scrivere un romanzo sulla sinistra Casa Marsten, solo per scoprire che un male antico ha preso possesso della dimora e sta lentamente infettando l'intera comunità.
La genialità del libro non risiede tanto nei brividi o nel sangue, quanto nella straordinaria capacità di King di ritrarre la vita quotidiana di una cittadina di provincia. Ne descrive i segreti inconfessabili, le meschinità, le piccole ipocrisie. Quando i vampiri iniziano a colpire, non fanno che dare una forma fisica all'oscurità morale che già covava sotto la superficie di Salem.
“La cosa peggiore è che il male non ha bisogno di porte aperte. Gli basta un buco della serratura.”
— Padre Callahan
La tensione sale in modo geometrico, implacabile. Le scene d'azione notturne, i graffi sui vetri delle finestre dei bambini, la polvere della cripta: tutto contribuisce a creare un'atmosfera di terrore puro che non ha rivali. È il King più ispirato, capace di fondere il gotico classico con il realismo americano.
Cosa ci ha convinto
- Atmosfera gotica insuperabile unita al realismo della provincia americana
- Sviluppo dei personaggi straordinariamente dettagliato
- Alcune scene rimangono impresse nella memoria per sempre
Cosa lascia perplessi
- La prima parte, puramente introduttiva, potrebbe risultare lenta per i lettori impazienti
Il Verdetto di forEva
La quintessenza del romanzo horror-thriller moderno. Una lettura imprescindibile che ridefinisce il concetto stesso di paura letteraria.