L'anomalia
Che cosa succederebbe se incontrassimo noi stessi? Ma non in senso metaforico: una copia esatta, biologica e psicologica, identica fino all'ultimo ricordo, che rivendica la nostra stessa vita, i nostri figli, il nostro conto in banca? È questa la premessa vertiginosa de 'L'anomalia', romanzo di Hervé Le Tellier vincitore del prestigioso Premio Goncourt. Nel giugno del 2021, un volo aereo della Air France atterra a New York dopo aver attraversato una tempesta elettromagnetica mostruosa. C'è solo un dettaglio: lo stesso identico aereo, con gli stessi passeggeri, era già atterrato tre mesi prima.
Le Tellier, membro dell'Oulipo (l'officina di letteratura potenziale fondata da Queneau e Perec), imbastisce una macchina narrativa perfetta che mescola con allegria e intelligenza il thriller cospirativo, la satira hollywoodiana, il dramma intimo e il paradosso filosofico. Seguiamo le storie di un killer professionista, di uno scrittore depresso che trova il successo postumo, di una bambina tormentata e di un avvocato in carriera, tutti costretti a confrontarsi con il proprio doppio.
“C'è una cosa che nessuno può rubarti, ed è il tempo che hai passato a guardare il cielo.”
— Victor Miesel
Il romanzo è un gioco letterario coltissimo ma estremamente divertente. Dietro la patina da serie tv fantascientifica alla 'Black Mirror', Le Tellier solleva domande abissali sulla natura della nostra coscienza e sull'ipotesi che la nostra realtà non sia altro che una complessa simulazione informatica. Una lettura sfolgorante che stupisce fino all'ultima riga.
Cosa ci ha convinto
- Idea di partenza geniale sviluppata con logica ferrea
- Straordinario mix di generi letterari (thriller, sci-fi, commedia)
- Dialoghi brillanti e ritmo serrato
Cosa lascia perplessi
- La molteplicità dei personaggi impedisce di approfondirli tutti allo stesso modo
- Il finale aperto potrebbe infastidire chi esige spiegazioni scientifiche dettagliate
Il Verdetto di forEva
Un romanzo brillante, ironico e profondo, che unisce l'intrattenimento di massa alla riflessione filosofica più vertiginosa. Un Goncourt meritatissimo.